Visualizzazione post con etichetta Commenti e recensioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Commenti e recensioni. Mostra tutti i post

giovedì 30 agosto 2018

FAKE - a suo modo una sorpresa

Ho ripescato questo manga dal dimenticatoio mentre mi aggiravo per l'internetto alla ricerca di un possibile fratellino di Haru wo Daiteita, insomma... cercavo trashate belle e involontarie. Così, ho ricordato che millenni fa avevo visto un OAV che non mi era piaciuto quasi per nulla, basato su un manga che forse avrebbe potuto fare al caso mio. In effetti è andata più o meno così, nel senso che mi sono fatta due risate, anche se non nel modo che mi aspettavo, perchè questa serie si è rivelata, a suo modo, una gradita sorpresa!

Fake è un manga BL poliziesco in 7 volumi pubblicato dal 1994 al 2000 (anche se al momento è in corso un sequel con un tratto più moderno), scritto e disegnato da Sanami Matoh, mangaka di cui non avevo mai sentito parlare nel giro del BL, quindi non sapevo proprio cosa aspettarmi, se non appunto quello che avevo visto nell'OAV e, fidatevi, non era poi tutta 'sta gran bellezza. 

giovedì 23 agosto 2018

I Sette Figli del Drago - Il manga che ci voleva

"I sette figli del drago" è un volume unico di Ryoko Kui (autrice di Dungeon Food, attualmente in corso di pubblicazione in Italia ma che non sto seguendo) pubblicato quest'anno dalla Jpop e che ho recuperato al momento dell'uscita, su incoraggiamento di Yue Lung, uno dei miei spacciatori di fiducia. In realtà avevo puntato il titolo al suo annuncio, perchè ero in vena di storie fantasy che non fossero infinite, ma essendo una raccolta di racconti, ero indecisa, essendo anche il mio primo approccio con questa autrice. Devo dire però che si è rivelata una lettura soddisfacente e proprio quello che ci voleva per spezzare con le serie che sto seguendo al momento (quando escono...). 
Come suggerisce il titolo, le storie sono sette, ma non tutte contengono riferimenti ai draghi.

giovedì 17 maggio 2018

Banana Fish - Un duro colpo

Mettetevi comodi che andremo per le lunghe. u_u
Prima qualche dato tecnico: Banana Fish è un manga shoujo di 18 19 volumi scritto e disegnato da Akimi Yoshida tra il 1985 e il 1994. Piango le povere anime che ne hanno seguito la serializzazione dovendo aspettare di leggere un capitolo alla volta, ma anche quelle che dovevano leggerlo volume per volume, perchè non oso immaginare la sofferenza.

Le cover italiane non sono un granchè,
ma quelle inglesi sono pure peggio
La trama di questo manga si accattiva le attenzioni del lettore fin dall'inizio, aprendo il sipario sul caso di un soldato americano che, durante la guerra in Vietnam, colpisce i suoi commilitoni in preda ad una inspiegabile follia. Da quel momento, riuscirà soltanto a dire due parole apparentemente insensate: "Banana Fish".
La nostra storia però è ambientata qualche anno più avanti, in degli anni '80 più iconici che mai! E' a New York che facciamo la conoscenza del protagonista indiscusso di Banana Fish: Ash Lynx, un 17enne a capo di una gang di teppisti. A causa di ragioni familiari e legate al suo ruolo di leader, il ragazzo si ritroverà in contatto con un campione di droga misterioso e con le parole "Banana Fish". Ma chi è Banana Fish? O forse sarebbe meglio dire: cos'è? (Oltre a essere un riferimento a un racconto di Salinger).
Ash, che non è poi così estraneo alla vicenda, dovrà risalire all'origine di Banana Fish, scontrandosi con i suoi vecchi "padroni", tra cui Dino Golzine, detto Papa Dino, il capo della mafia corsa a New York, soprannominato da Ash "il vecchio porco" visto che è a capo di una tratta di prostituzione minorile di cui il nostro stesso protagonista è stato vittima, diventando uno dei preferiti dello stesso Golzine "grazie" al suo bellissimo aspetto e alla sua intelligenza fuori dal comune.
Ash non è solo in questa ricerca, perchè al suo fianco c'è Eiji, un ragazzo di 19 anni, assistente di un fotografo giunto a New York dal Giappone per un reportage sulle gang giovanili. Eiji, estraneo alla malavita locale (ma anche a quella del suo Paese), rimarrà coinvolto nelle vicende e costruirà con Ash un rapporto molto profondo, grazie al suo buon cuore e alla sua capacità di comprendere gli altri. 
Sono stata piuttosto vaga sulla trama perchè non voglio rischiare di farvi spoiler, quindi perdonate la vaghezza!

sabato 12 maggio 2018

Post pigro: tripletta di anime per ogni occasione!

Ueilà!
Mi riprometto sempre di non fare i post cumulativi, ma alla fine cedo, perchè sono pigra e ho poco tempo, ma allo stesso tempo voglio ciarlare di tante cose insieme. Questo post è praticamente un recap dei tre anime che ho recuperato negli ultimi mesi, tutti e tre molto apprezzati, alcuni più inaspettatamente di altri, e tutti e tre hanno risposto a esigenze da spettatrice diverse, per cui volendo si potrebbero seguire anche tutti insieme, variando a seconda dell'umore del momento.

sabato 5 maggio 2018

Canto del cielo perduto - una fiaba sci-fi

Per la serie "arranco ma non mollo", torno ad aggiornare con un post piccino picciò su una lettura altrettanto piccina picciò! 

Qualche mesetto fa ho partecipato al Nerd Show a Bologna, una fieretta piuttosto triste nella mia zona e il bottino è stato assai magro, soltanto un volume unico preso a 3 euro, giusto per ricordo. Il titolo in questione è Canto del cielo perduto di Yuana Kazumi, di cui avevo già letto la miniserie Il fiore del sonno profondo. Dato che quella storia mi era piaciucchiata, ho ceduto e devo dire che anche in questo caso la lettura è stata gradevole, anche più della precedente, ma niente di indimenticabile. 

lunedì 23 aprile 2018

Non stancarti di andare - Promosso con riserva?

E' da un po' che non ci si sente, eh?
La copertina (bella <3)
Ho riflettuto parecchio su questo post e ho continuato a rimandarlo, non solo per lo studio, ma anche perchè non ero convintissima di volerlo fare, dato che il mio parere sul fumetto/graphic novel (che dir si voglia) in questione è leggermente fuori dal coro, almeno per quanto ho avuto modo di leggere in giro. 
Non avevo mai letto nulla del duo di autori composto da Teresa Radice (ai testi) e Stefano Turconi (ai disegni e ai colori), ma devo dire che il loro lavoro Il porto proibito mi ha sempre incuriosita, complici anche le molte recensioni positive di amici lette in giro. Così, quando mi si è presentata l'occasione di assistere alla presentazione di Non stancarti di andare ho colto la palla al balzo e ci sono andata. L'incontro mi è piaciuto molto e i due autori mi hanno fatto davvero un'ottima impressione, non solo sul piano umano, ma anche perchè mi sono sembrati molto consapevoli del loro lavoro e molto appassionati. Spinta dalla curiosità di leggerli e non essendoci copie del Porto disponibili, ho optato (e non a malincuore, visto che il titolo mi interessava comunque) per Non stancarti di andare, con tanto di bellissima dedica, davvero apprezzata! 

lunedì 12 febbraio 2018

Dororo - Avventura allo stato puro

E rieccomi, dopo un periodo di pausa (per il blog, non per me ç_ç) spero di riuscire a ciarlare delle mie ultime letture, prima di dileguarmi di nuovo tra altri esami e lezioni. Mi aspetta un semestre parecchio tosto, quindi dubito che riuscirò a farmi sentire in questi lidi, ma chissà...

Intanto, rispolvero una lettura che ormai ho recuperato un po' di tempo fa ma che comunque mi fa piacere condividere con voi. Il titolo in questione è Dororo del famosissimo Osamu Tezuka, autore che di certo non ha bisogno di presentazioni!
Dororo è una serie in 4 volumi, pubblicata su rivista in patria negli anni '60 e da noi pubblicata recentemente da Goen al prezzo di 6,95. Per fortuna sono riuscita a recuperarla grazie alla biblioteca (*ç*), perchè sinceramente, pur non essendo un prezzo esorbitante, non penso che l'edizione sia molto diversa dalle altre di questo editore. Purtroppo però non ho più i volumetti con me, quindi preferisco evitare dettagli, non fidandomi troppo della mia memoria e dei miei appunti. 

martedì 31 ottobre 2017

Lo Schiavo del Tempo - Un genio si racconta

Come ormai saprete, ho un rapporto alla odi et amo con la scrittrice americana Anne Rice a causa delle sue bizzarie (che o piacciono alla follia o si detestano) e della sua tendenza a rimettere mano a serie che non dovrebbe più toccare (*hem heem*), ma alcuni dei suoi romanzi sono stati per me molto importanti e mi hanno fatta avvicinare alla lettura con un approccio diverso. Non la ritengo la mia scrittrice preferita (non ne ho ancora trovato uno, di autore preferito!), ma posso dire che ha scritto alcuni dei miei romanzi preferiti e, in fondo, ci sono anche affezionata. Motivo per cui continuo a recuperare suoi romanzi, soprattutto quelli più datati, nella speranza di trovarci quella magia e quell'ispirazione che le sono proprie quando è in stato di grazia. Questa volta, mi sono trovata davanti a un "ni".

Lo Schiavo del Tempo (in originale Servant of the Bones) è un romanzo singolo del '96 in cui troviamo temi a lei cari come il precetto che accompagna sempre le sue creature, anche quelle più dannate, ovvero "imparare, amare, essere caritatevoli".

martedì 24 ottobre 2017

Complex - Come sulle montagne russe

Nel post di oggi tocca a un manga Boys' Love (da noi inedito) del '96 di tale Manda Ringo che potrebbe essere considerato una specie di New York New York, ma fatto meglio.

Durante i quattro volumi che compongono la serie, seguiremo le vite di due amici d'infanzia, Tatsuya e Junichi, per tutta la loro durata a partire dalle scuole elementari. A un primo sguardo incarnano la classica coppia del ragazzino vivace e di quello carino e taciturno, ma i confini non sono poi così marcati. I due sono molto uniti non solo dall'amicizia ma anche dalla passione per il calcio, a cui giocano spesso insieme. Con il passare degli anni capiranno che le promesse infantili e il loro legame implicano un sentimento diverso dall'amicizia, un sentimento con cui dovranno fare i conti.
Purtroppo però entrambi, da piccoli, sono stati molestati da un loro insegnante e questo ha portato a delle difficoltà nella loro relazione sentimentale. Gli ostacoli non sono solo psicologici e saranno anche numerose le avversità e le scelte che i due si troveranno ad affrontare nel corso della loro vita.
Il giudizio del lettore sui due protagonisti potrebbe anche variare sensibilmente nel corso della lettura. Io, per esempio, pensavo che fosse Tatsuya il più maturo e attento, ma mi sono dovuta ricredere andando avanti e osservando la loro crescita, tanto che alla fine Tatsuya lo reggevo poco perchè troppo impulsivo, immaturo e anche poco coerente. Nonostante le antipatie personali, però, la caratterizzazione dei personaggi riserva delle sorprese ed è ben fatta.

martedì 17 ottobre 2017

Cowboy Bebop - Vorrei ma non posso...

Comincio a prepararmi psicologicamente per il conto che dovrò pagare in lavanderia dopo la pioggia di pomodori che mi beccherò dopo questo post. °°"

Warning: in questo commento troverete numerose e sincere ammissioni di ignoranza, tanta soggettività e un pizzico di oggettività che però il 99% degli appassionati di anime non condividerà e imputerà alla mia ignoranza. Quindi... abbiate pietà?


Ho iniziato il famosissimo anime Cowboy Bebop (1998) con grandi aspettative, sicura che lo avrei amato, quindi la buona volontà non mancava, purtroppo però ho commesso l'errore di crearmi delle aspettative errate e questa non è una "colpa" imputabile alla serie, ovviamente.
Ero convinta, infatti, che questa serie avesse una trama lineare di fondo, tra un'avventura e l'altra, ma in realtà sono 26 episodi tutti autoconclusivi, eccetto gli ultimi due. Il filo conduttore può essere identificato nella ricostruzione del passato dei personaggi, in effetti, ma è anche vero che molte delle loro avventure sono a sè stanti, quindi non penso si possa parlare di trama lineare vera e propria. Questo già mi ha fatto storcere un po' il naso, perchè non amo questo tipo di impostazione quando si tratta di avventura e azione (anche se ci sono le dovute eccezioni, come Gintama), oltretutto, date le aspettative di cui sopra, sono arrivata almeno a metà serie continuandomi a chiedere: "Sì caruccio ma... quando inizia la trama?!" come la tonta che sono. XD
La mia più grande delusione però è stata la totale assenza di un qualsivoglia coinvolgimento emotivo, che dovrebbe essere fondamentale quando a trainare le vicende sono i personaggi.

martedì 10 ottobre 2017

1945 - Ichiguchi, ci risiamo!

Con Keiko Ichiguchi ho sempre avuto un rapporto altalenante: pur non essendo tra le mie autrici preferite, tendo sempre a darle l'occasione di stupirmi. Per questo ho deciso di recuperare in cartaceo questo suo volume unico, 1945, ritenuto da molti (e a ragione) uno dei suoi lavori migliori.

La cover mi piace molto!
Lo spunto è di sicuro impatto, visto che la Ichiguchi si è ispirata alla vicenda della Rosa Bianca, un gruppo di studenti tedeschi che tra il 1942 e il 1943 si oppose in modo non violento al regime nazista. Tutti i membri del gruppo furono arrestati, processati e condannati a morte.
Una storia così forte non può lasciare indifferenti! Ricordo che mi colpì molto uno spettacolo teatrale che ci fecero vedere a scuola e che metteva in scena proprio questa vicenda.
Purtroppo la Ichiguchi, come suo solito, non riesce a raggiungere un livello di coinvolgimento particolarmente alto (almeno per quanto mi riguarda), vuoi per il suo stile molto "scolastico", vuoi per la brevità dell'opera che, a mio avviso, avrebbe dovuto essere sviluppata su molte più pagine, anche per permettere al lettore di affezionarsi ai personaggi.
I protagonisti della storia sono 3 (sebbene sul retro copertina ne compaiano altri che, in realtà, si vedono davvero in pochissime scene). La prima è Elen, una ragazza tedesca nella media, che cerca di distaccarsi dalla mentalità imperante pur senza dare nell'occhio. 
Il personaggio forse più eroico è quello di Maximillian, fratello di Elen, molto più deciso nella sua avversione al partito (è lui a dare il via al volantinaggio di protesta).
Il terzo ragazzo, il più complesso e ambiguo di tutti, è Alex. Elen lo incontrò in tempo di pace, quando erano ancora ragazzini, e da una bugia gentile di Alex nacque un sentimento di tenerezza. I due però si incontreranno di nuovo solo dopo diversi anni e Elen scoprirà che Alex si è arruolato e nutre un profondo odio verso gli ebrei, che reputa responsabili della morte dei suoi genitori. 

martedì 3 ottobre 2017

In quel di Firenze, tra turisti inglesi e vampiri...

Purtroppo non è il resoconto di un mio viaggio a Firenze (siiigh) ma i romanzi di cui parlerò in questo post hanno come unico punto in comune la rappresentazione di un'Italia e, nello specifico, di una Toscana idealizzata, fatta di arte e sentimenti travolgenti.
Potrebbe sembrare una scelta voluta e premeditata la mia, ma no, mi sto solo arrampicando sugli specchi come al solito per dare un minimo di coerenza ad un piccolo post macedonia a tema libresco.👌

martedì 26 settembre 2017

Est Em - Continua l'esplorazione

E con questo post concludo (si spera solo momentaneamente) la mia scorpacciata di Est Em, autrice di cui vi ho già parlato QUI e QUI!
Siccome so che ad alcuni di voi incuriosisce e a me piace parlarne, ecco un'altra tripletta dei manga che sono riuscita a reperire. Purtroppo in questo post si tratta unicamente di serie che sono ancora in corso, quindi non posso dare un'opinione definitiva.

martedì 19 settembre 2017

La Musica di Marie: quanto costa un'utopia?

Quanto può costare un'utopia?
Molte letture appartenenti a questo genere, fin dai tempi di Gulliver's Travels, ci suggeriscono che vivere in perfetta armonia comporta delle rinunce che riguardano la propria individualità o la natura umana in generale. Dopotutto, anche la società stessa secondo molti è un compromesso. La Musica di Marie (Marie no Kanaderu Ongaku), non fa eccezione.


martedì 12 settembre 2017

Ultimi Raggi di Luna - Fantasme (?) con la sindrome della Crocerossina

Ebbene sì, sono lenta ma mantengo sempre le promesse! Avevo detto più volte che avrei letto Last Quarter (aka Ultimi raggi di Luna aka Kagen no Tsuki), miniserie scritta e disegnata dalla famosa Ai Yazawa, e quindi a mesi (forse anni?) di distanza dalla mia promessa... eccomi qui!

L'edizione deluxe della Planet manga
Rispetto alla produzione canonica dell'autrice, questa serie si pone come insolita in quanto presenta una forte componente sovrannaturale.
Last Quarter inizia con quella che potrebbe essere una storia d'amore in erba, nata da un'attrazione inaspettata ma ineluttabile tra Mizuki, una ragazza scappata di casa perchè stufa della sua situazione familiare e dei continui tradimenti del fidanzato, e Adam, un misterioso ragazzo straniero che Mizuki incontra la notte della sua fuga, mentre questi è intento a cantare una canzone malinconca al chiaro di luna, accompagnato dalla sua chitarra.
Sembra quasi che il loro incontro sia voluto dal fato, ma Adam nasconde dei segreti e la loro attrazione reciproca sembra dettata da cause molto più complesse di un semplice colpo di fulmine. Dopo aver trascorso due settimane in una villa che Adam sta utilizzando come sua residenza temporanea, il ragazzo sparisce. Mizuki è disperata e si ripromette di aspettarlo in quella villa, ma proprio quando Adam si fa risentire e le propone di fuggire insieme, la vita di Mizuki si interrompe a un bivio...

mercoledì 9 agosto 2017

Manga in supposte: Quando la realtà si fa insopportabile

Oggi altre supposte in macedonia su due miniserie tra loro praticamente opposte, ma che hanno in comune un elemeno fondamentale... le ho lette una dopo l'altra e per nessuna delle due avrei scritto un post singolo. Motivazioni validissime insomma.

Il primo titolo è il famoso Lo Squalificato, adattamento in tre volumi del romanzo di Dazai "Ningen Shikkaku", ad opera di Usamaru Furuya, uno dei mangaka che più incuriosisce al momento.
Della storia e delle mie impressioni su di essa ho già parlato nel post di Aoi Bungaku, in cui vi ricordo che i primi 4 episodi sono dedicati proprio a Ningen Shikkaku.  Purtroppo non sono ancora riuscita a recuperare il romanzo originale, quindi mi limiterò a mettere a confronto queste due versioni derivate.
A livello di intreccio vero e proprio non ci sono tantissime differenze, anche se nel manga c'è qualche scena in più, soprattutto legate all'età adulta di Yozo, il protagonista, mentre in Aoi Bungaku si dava un po' più spazio a qualche scena legata alla sua infanzia che, però, restava comunque piuttosto nebulosa. Le differenze sostanziali subentrano a livello strutturale e sono due: l'inserimento di una cornice narrativa in cui è presente il mangaka stesso e, di conseguenza, lo spostamento delle vicende in epoca contemporanea. La serie infatti inizia con Usamaru Furuya che, in cerca di ispirazione si imbatte nel diario online di Yozo.

venerdì 4 agosto 2017

Maurice - "Why don't you stop being shocked and attend to your own happiness?"

Secondo la mia rigida (?) programmazione, avrei dovuto pubblicare questo post a fine settembre (sì ho accumulato tanta roba... si vede che non ho esami per ora?) ma visto che sto troppo in fissa con questo romanzo, avevo bisogno del mio sfogo catartico qui sul blog per riuscire a passare ad altro... °°" Quindi eccoci qua, in compagnia di Maurice...


Devo ringraziare un esame universitario per avermi fatto scoprire E.M. Forster e, nello specifico, il suo Maurice. Mi colpì subito il breve riferimento alla sua vicenda editoriale: scritto nel 1914 ma pubblicato solo nel 1971, a un anno dalla morte dell'autore e, secondo il manuale, il romanzo fu censurato per lungo tempo a causa del suo lieto fine; è un'affermazine piuttosto semplicistica in realtà, perchè non fu l'unica ragione, ma bastò per farmi ricordare di questo titolo e decidere di recuperarlo quanto prima... e meno male, perchè è diventato uno dei miei libri preferiti e spero di riuscire a rendergli giustizia, ma questo romanzo è talmente ricco che se ne potrebbe parlare per giorni interi. (Morale della premessa: mettetevi comodi xD ma ormai lo sapete che sono luunga...)

Avvertenza: Anche se Maurice non è quel tipo di romanzo che si legge per la trama o chissà quali colpi di scena, mi sembra giusto segnalare ai puristi dello spoiler che questo post ne contiene più del solito, quindi se non volete rovinarvi la lettura, passate direttamente al paragrafetto "Per Concludere" ;)

giovedì 3 agosto 2017

Recap: macedonia di libri (maggio-giugno)

Approfittando di questo periodo di riposo sono riuscita a leggere alcuni libri che avevo accumulato nel corso del tempo. Alcuni di questi sono dei classici letterari ma non penso di essere in grado di affrontarne un'analisi chissà quanto approfondita, quindi mi limiterò a dare delle mie personalissime impressioni (come al solito^^).
Vi ricordo che i miei post seguono una programmazione piuttosto diluita nel tempo, quindi è molto probabile che quando questo post verrà pubblicato io avrò letto già qualche altro romanzo, o almeno ci spero. XD Quindi, questi sono i libri che ho recuperato tra maggio e i primi di giugno. ^_^/
Le copertine scelte per ogni titolo corrispondono all'edizione in mio possesso.

• Novecento di A. Baricco: "Lui era Novecento, e basta. Non ti veniva da pensare che c'entrasse qualcosa con la felicità, o col dolore. Sembrava al di là di tutto, sembrava intoccabile. Lui e la sua musica: il resto non contava."

Novecento, da cui è stato tratto il famosissimo film La leggenda del Pianista sull'Oceano è in realtà un monologo teatrale di meno di 100 pagine. Ci racconta la storia di Novecento, un genio del pianoforte nato e cresciuto su una nave. Il personaggio, che ci viene raccontato da un altro musicista, sembra essere fatto di sola musica. Novecento, non ha mai messo piede a terra da quando è nato, eppure sembra conoscere bene il mondo esterno grazie ai racconti dei passeggeri e alla sua immaginazione. Questo monologo ci parla di un uomo che, pur nella sua genialità, non ha mai trovato il coraggio e la volontà di affrontare il mondo direttamente, chiudendosi nella sua realtà piccola ma su cui esercita un qualche controllo.
E' una lettura breve che fa riflettere. Devo dire che mi è piaciuto parecchio e il fatto che sia un monologo rende tutto molto più vivido, cosa che non mi aspettavo perchè non ho molta dimestichezza con la lettura di testi pensati per il teatro.

martedì 25 luglio 2017

Showa Genroku Rakugo Shinjuu - Raccontare è un'arte

Showa Genroku Rakugo Shinjuu (che d'ora in poi abbrevierò come Rakugo Shinjuu) è un anime composto da due stagioni di 13 episodi di una 20ina di minuti, fatta eccezione per il primo che ne dura 40. La serie è tratta da un manga di 10 volumi di Haruko Kumota, un'autrice che ho scoperto da poco e che mi sta dando tante soddisfazioni, soprattutto grazie al suo tratto simpatico e alla sua freschezza narrativa.
Purtroppo non ho ancora avuto modo di recuperare il manga, tristemente inedito in Italia (ma si spera nel miracolo!), quindi questo post si baserà unicamente sulla versione animata.
E' raro che io recuperi una serie a così poca distanza dall'uscita (l'anime è stato creato tra il 2016 e il 2017), ma alcuni miei contatti ne parlavano su Facebook e l'argomento e l'ambientazione mi incuriosivano parecchio, quindi alla fine ho ceduto e l'ho divorato in poco tempo.

mercoledì 19 luglio 2017

Curiosando tra i Cortili del Cuore...

Oggi vi parlo di un manga che sicuramente conoscerete da più tempo e meglio di me!
Di Cortili del Cuore (Gokinjo Monogatari in originale) conoscevo l'anime anche se non lo guardavo assiduamente. Non ricordavo quasi nulla però, se non che c'entrasse la moda. Argomento che non mi ha mai entusiasmata, motivo per cui non mi ero mai interessata più di tanto a questo titolo.
Qualche tempo fa, per sbarazzarmi di Piece, una ragazza mi ha proposto questa serie (più qualche altro volumetto) in scambio e, pensando di fare un grosso favore a mia sorella, amante degli shoujo, ho accettato. Purtroppo lei non è ancora riuscita a leggerlo e a me quel manghino solo soletto sullo scaffale faceva pena, quindi mi sono detta che andava onorato lo scambio e l'ho letto io per prima. u_u
Anche perchè cercavo giusto qualcosa di leggero e frizzante da accompagnare a una raccolta di racconti di Akutagawa che non era proprio una botta di vita. °°"
Poi mi sembrava giusto leggere per intero qualcosa della famosa Ai Yazawa e colmare così qualche lacuna.