venerdì 24 novembre 2017

Wolf Children - Ame e Yuki: i bambini lupo

Di recente ho finalmente recuperato il tanto apprezzato Wolf Children, film del 2012 di Mamoru Hosoda.
Nonostante il titolo faccia riferimento a "Ame e Yuki, i bambini lupo", la vera protagonista è la loro madre, Hana. Una ragazza che all'università conosce e si innamora di un ragazzo misterioso che le rivela di essere un uomo-lupo. Hana resta incinta e i due decidono di metter su famiglia, ma una tragedia li colpisce e Hana si troverà a crescere i due bambini "ibridi" da sola, rinunciando al suo percorso di studi per crescerli in un ambiente in cui possano vivere protetti e sereni. Ame e Yuki, però, inizieranno a crescere e affrontare la propria diversità ognuno a modo suo. Yuki, infatti, in tenera età si dimostra la più vivace e intraprendente, molto più a suo agio nei suoi panni da lupacchiotta, mentre Ame è molto schivo e sembra temere, in un primo momento, la sua natura animale. In realtà, la crescita, gli impulsi della società e le loro esperienze di vita li porteranno a intraprendere scelte inaspettate e diametralmente opposte. 

Da un punto di vista tecnico, si tratta di un film realizzato molto bene sia per animazioni che per comparto audio, compreso il doppiaggio italiano (non posso parlare di quello originale perchè non l'ho sentito). Il character design è davvero delizioso, il che rende la visione molto piacevole. Le musiche non sono male, ma non ci sono brani che mi sono rimasti particolarmente impressi. 


Nel complesso, dunque, Wolf Children non lo si può definire un film poco riuscito (e il suo successo lo dimostra) dato che fa il suo lavoro di raccontarti una storia, coinvolgerti in qualche modo, farti riflettere e offre anche un comparto estetico che riesce a deliziare lo sguardo dello spettatore. Però... a me non è piaciuto granchè, soprattutto per il finale, quindi occhio agli SPOILER che farlò da qui in poi. 

Non ti preoccupare, è solo allergia al polline
Prima di parlare di questo, però, ci sono anche altri elementi che non mi hanno convinta: l'eccessiva lentezza di alcune parti mista alla ridondanza di alcuni concetti (sì, l'abbiamo capito che Hana rinuncia a tutto e si fa il mazzo per i figli, mi sembra che il film ce lo ricordi continuamente fino a risultare quasi pedante) nonchè la scarsa godibilità dei dialoghi, nella prima parte, che mi sono sembrati troppo prevedibili. Capisco che si voleva raccontare, in pochissimo tempo, una storia d'amore pura e tenera, ma le battute dei due innamorati le potevo indovinare prima ancora che aprissero bocca. Non so se fosse una cosa voluta, ma a me ha annoiato un po', considerando anche che la caratterizzazione del padre resterà bidimensionale e in sospeso, dato che per forza di cose non sapremo molto altro su di lui.
Anne Rice, sei tu?!
Capisco il messaggio di accettazione e tutto, tutto molto bello...
Meno entusiasmante è guardare questa scena davanti alla propria
zia e cercare di rispondere alla domanda: "eh ma ora come fanno"?
LOL
(questo è solo un aneddoto che volevo inserire per ridere XD)
Questi comunque sono difetti abbastanza "soggettivi", nel senso che mi rendo conto che possano non aver dato fastidio a moltissimi altri spettatori. Inoltre a me non entusiasmano (anche se può variare da caso a caso) le storie in cui una ragazza si mette con un tizio misterioso (per quanto buono e tenero sia), ci va a convivere e ci figlia ma poi non ha idea di che vita abbia condotto questo ragazzo-lupo, per poi rimanere incinta (che poi lui neanche si è trasformato in un umano per andare a letto con lei) e dover rinunciare alla sua carriera, ai suoi studi e a tutto per crescere i figli totalmente da sola, senza neanche un'amica o un parente con cui confidarsi. La trovo una cosa un po' deprimente, ma questa è una visione estremamente personale, così come quello che sto per aggiungere.

Per prima cosa, mi ha parecchio delusa il fatto che i due fratelli interagiscano davvero poco e quando lo fanno è spesso in negativo. Non c'è mai una vera intesa o comunicazione tra di loro, tanto che alla fine Ame e Yuki nemmeno si salutano, pur lasciando intendere che il fratello andrà a vivere altrove e solo lei rimarrà a casa con la madre. Il loro unico confronto sulla loro identità è un litigio, che segna la definitiva rottura del loro rapporto. Certo non si esclude che prima o poi si ricongiungeranno, ma il film non mi ha affatto lasciato questa sensazione. La conclusione, invece di essere dolceamara come mi aspettavo, è stata solo amara, per quanto mi riguarda. Con una mia amica dicevamo che è paragonabile alla delusione provata per il finale di Kiki e il mutismo di Jiji. Perchè bisogna essere così netti? Non c'è davvero spazio per il compromesso tra persone che prendono strade diverse?

Il secondo punto che non mi ha convinta affatto è che è vero che Hana fa le umane e divine cose per i suoi figli, ma poi sembra quasi che non li conosca. E' vero che ad una certa età si vive questo allontanamento, ma Hana non si rende neanche conto che suo figlio invece di andare a scuola va nella foresta! Inoltre questi bambini non sono seguiti da medici, sono soli al mondo... mi è sembrata una visione davvero troppo eccessiva della protezione che Hana vuole garantire loro. Meno male che poi arriva la scuola...? E questo mi porta al terzo punto che non condivido.
Il design degli uomini lupo è molto carino!
A scuola, Yuki scopre di essere diversa dalle altre e decide di adattarsi perchè le piace così, rinunciando ai suoi comportamenti "lupeschi" e ribaltando le carte in tavola, affermando che non si sarebbe più trasformata, soprattutto dopo aver fatto male a un suo compagno di classe. Se da una parte è vero che Yuki troverà un amico che sappia accettare la sua diversità, dall'altro non condivido la divisione netta tra umano e lupo. Mi spiego: perchè devono scegliere per forza una delle due cose? Ame sceglie la via del lupo e lascia intendere che abbandonerà la società umana definitivamente, mentre Yuki sceglierà la strada opposta (anche se forse lei in modo meno netto del fratello). Questa vorrebbe chiaramente essere una metafora che non va presa alla lettera, nel senso che nella vita una madre dovrà rendersi conto che i pulcini voleranno via dal nido e si avventureranno per strade che lei stessa non conosce bene, dovendo quindi fidarsi e basta dell'intuito e dei desideri dei figli, guidandoli come può. Siamo d'accordo su questo e, anzi, è un messaggio molto maturo e che fa riflettere. Il punto è che io non condivido il "come" i due siano arrivati alle loro scelte.

Secondo me (e non solo secondo me, ma buttiamola sul personale perchè lo preferisco)
l'identità non è nè fissa nè netta, non si deve per forza essere o solo "lupi" o solo "uomini/donne". L'identità di Ame e Yuki è ibrida e complessa (come quella di tutti noi, perchè non basta una sola etichetta a definirci), e facendo quelle scelte, non fanno altro che sacrificare una parte della loro identità. Scelta lecita e plausibile, certo, ma il punto è che secondo me i due rinunciano per paura. Ame e Yuki non si accettano mai davvero nella loro identità complessa perchè hanno paura di una parte di loro stessi: Ame ha paura degli uomini, che cacciano sempre i lupi nelle loro storie, mentre Yuki ha paura della sua parte di lupo perchè potrebbe far soffrire gli altri. Non è accettazione, è un'amputazione (che per altro non sarà mai definitivamente efficace perchè i due ragazzini sono effettivamente e biologicamente ibridi). Altro che "scaldare il cuore degli spettatori", come dicono nel trailer, qua per me è una tragedia bella e buona! ç_ç

Ok, qui mi è scesa un attimino la lacrimuccia ç_ç
Per concludere: nonostante le mia altissime aspettative, per me questo film è stata una delusione. Non tanto per il prodotto in sè che è godibile (a parte quel fatto della lentezza che potrebbe snervare alcuni spettatori), ben realizzato e capisco che piaccia, soprattutto a chi non è per il lieto fine disney a tutti i costi, ma non condivido come si sia andati a parare verso la fine scelta che, quindi, mi ha lasciato con un fortissimo amaro in bocca. Dello stesso regista ho apprezzato molto di più The Boy and the Beast, soprattutto anche a livello di intrattenimento, dato che preferisco le storie più avventurose, pur riconoscendo che anche questa pellicola ha i suoi difetti (e c'è da dire anche che non la ricordo benissimo). Molte persone, invece, mi hanno detto di aver apprezzato di più Wolf Children e molto meno The Boy and The Beast. Voi li avete visti entrambi, quali preferite? ^_^/ Quali altri film di questo regista mi consigliate? Penso comunque di volerli recuperare tutti, soprattutto Summer Wars, perchè anche se non condivido tutto al 100%, comunque apprezzo il suo stile e gli spunti di riflessione che propone.

32 commenti:

  1. Leggendo il tuo commento al film Wolf Children devo riconoscere di essere in disaccordo su quasi tutto.
    Ovviamente il gradimento di un film (come di ogni cosa) è puramente soggettivo ma in questo caso non mi riferisco ai gusti ma ad un'interpretazione generale che non condivido.
    Soprattutto perché per me questo film di animazione nel suo essere "fantastico" è drammaticamente reale.
    E' evidente che lo stratagemma di mostrare dei bambini-lupo sia fantasioso ma volto a intendere qualcos'altro di comune e vicino a tutti noi.
    Ma andiamo per punti. Tu dici:

    [B]l'eccessiva lentezza di alcune parti mista alla ridondanza di alcuni concetti (sì, l'abbiamo capito che Hana rinuncia a tutto e si fa il mazzo per i figli, mi sembra che il film ce lo ricordi continuamente fino a risultare quasi pedante) nonchè la scarsa godibilità dei dialoghi, nella prima parte, che mi sono sembrati troppo prevedibili.[/B]

    Nonostante il titolo di questo film sia “Wolf Children”, “I bambini-lupo”, mi pare abbastanza evidente che uno dei personaggi fondamentali (se non la vera protagonista) sia proprio Hana nel suo ruolo di madre. Per questo, a mio avviso, tutta la parte iniziale che mostra l’innamoramento della ragazza per il misterioso studente universitario non viene lungamente approfondita. Più che i dialoghi (pochissimi tra i due innamorati) è notevole la narrazione per immagini con sottofondo musicale, una delle più belle che abbia mai visto in un film di animazione. A mio avviso in quei momenti le parole sarebbero state superflue, banali e non avrebbero reso la poesia che, invece, si avverte nella successione di avvenimenti che vedono prima l’innamoramento e poi la scoperta dell’arrivo di una bambina all’interno della coppia. La gioia, l’amore dei futuri genitori viene dolcemente accompagnata dalla traccia Sora Tsutsumi che è una delle musiche più belle di tutto il film (sì, io ho adorato l’OST del film ma QUESTO è soggettivo…).

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    1. [B]Inoltre a me non entusiasmano (anche se può variare da caso a caso) le storie in cui una ragazza si mette con un tizio misterioso (per quanto buono e tenero sia), ci va a convivere e ci figlia ma poi non ha idea di che vita abbia condotto questo ragazzo-lupo, per poi rimanere incinta (che poi lui neanche si è trasformato in un umano per andare a letto con lei) e dover rinunciare alla sua carriera, ai suoi studi e a tutto per crescere i figli totalmente da sola, senza neanche un'amica o un parente con cui confidarsi. La trovo una cosa un po' deprimente, ma questa è una visione estremamente personale, così come quello che sto per aggiungere.[/B]

      Il fatto che il passato del padre di Ame e Yuki sia rimasto oscuro ad Hana è un fattore funzionale alla storia ed è puramente voluto. Infatti tutta la vicenda si sviluppa così drammaticamente proprio perché è la madre ad essere rimasta a crescere i due bambini. Hana stessa si rimprovera di sapere poco o nulla di come sia cresciuto l’uomo-lupo perché la sua presenza avrebbe reso più facile gestire alcuni aspetti delicati della vita dei figli.
      Per quanto riguarda il punto iniziale in cui critichi Hana per le sue scelte di vita…sì, capisco che certi comportamenti di un determinato personaggio possano non piacerci perché non li condividiamo ma in quasi tutte le storie i personaggi non vanno giudicati ma compresi ed accettati. Poi, ovvio, siamo liberi di dire: “non mi piacciono!” Oppure “Io non avrei fatto così!” Nemmeno a me piace quel genere di ragazza, non mi rivedo in lei eppure la trovo molto umana e vera nei suoi comportamenti perché sono atteggiamenti che accadono realmente. Non ci viene raccontata la vita di Hana nel dettaglio, a parte il rapporto con il padre defunto, ma di certo quello che emerge anche dal periodo dell’università è la figura di una ragazza solitaria che, probabilmente, ha sofferto nella sua vita. Forse nella solitudine del ragazzo misterioso, Hana ha rivisto sé stessa e magari, intuendo ferite del suo passato, ha aspettato che fosse lui stesso a decidere quando rivelarle qualcosa ma la sua morte prematura non ha permesso che si conoscessero a fondo. Poi, ovvio che certi atteggiamenti sono funzionali affinché la storia prenda una certa piega e che la parte antecedente alla nascita dei bambini sia volutamente frettolosa, per giungere quanto prima al tema centrale della vicenda. Però Hana è un personaggio tutt’altro che superficiale quindi non incarna quel tipo di ragazza di cui tu parli perché in altri aspetti mostra la sua parte seria e responsabile, nonché la sua grande forza.

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    2. [B]Per prima cosa, mi ha parecchio delusa il fatto che i due fratelli interagiscano davvero poco e quando lo fanno è spesso in negativo. Non c'è mai una vera intesa o comunicazione tra di loro, tanto che alla fine Ame e Yuki nemmeno si salutano, pur lasciando intendere che il fratello andrà a vivere altrove e solo lei rimarrà a casa con la madre. Il loro unico confronto sulla loro identità è un litigio, che segna la definitiva rottura del loro rapporto. Certo non si esclude che prima o poi si ricongiungeranno, ma il film non mi ha affatto lasciato questa sensazione.[/B]

      Dei personaggi di Ame e Yuki ho apprezzato moltissimo la scelta del regista di mostrarceli da bambini in un modo e da adolescenti in un altro. Da bambini Yuki è quella più selvaggia e intraprendente dei due, quella che abbraccia la vita da lupo e ne assapora ogni aspetto a costo di farsi scoprire dagli abitanti della montagna. Ame, invece, da bambino è tutto l’opposto, pauroso e insicuro, poco propenso a lasciarsi andare al suo istinto animale. Odia i lupi perché gli altri li vedono solo in negativo e sembra che anche lui condivida questa visione pessimistica. Da adolescenti, però, le cose cambiano. Pur di farsi accettare, Yuki decide di reprimere la sua parte più istintuale e di adattarsi a vivere come gli esseri umani. Invece è proprio il timido e pauroso Ame, quello che odiava i lupi, che, assaporando l’ebbrezza della caccia, scopre il piacere della parte selvaggia presente in lui. Nel mondo umano si mostra taciturno e poco propenso all’integrazione probabilmente perché qualcosa dentro di lui è cambiata.

      Per quanto riguarda il rapporto tra i due fratelli, non vedo questo aspetto continuamente negativo. Anzi! All’inizio Yuki sprona il fratello a farsi coraggio, ad essere meno pauroso. Crescendo e prendendo strade diverse è normale che ci sia qualche litigio ma questo non inficia il bene che è sempre presente tra i due. Il litigio di cui parli è significativo come lo è il fatto che nasca dal confronto sulla loro identità. Ame e Yuki cominciano a discutere seduti ad un tavolo da esseri umani e finiscono azzuffandosi a graffi e morsi da lupi. L’epilogo del litigio non può che convincere ancora di più Yuki ad essere nel giusto nel reprimere la sua parte lupesca che degenera in violenza e aggressività.

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    3. [B]Il secondo punto che non mi ha convinta affatto è che è vero che Hana fa le umane e divine cose per i suoi figli, ma poi sembra quasi che non li conosca. E' vero che ad una certa età si vive questo allontanamento, ma Hana non si rende neanche conto che suo figlio invece di andare a scuola va nella foresta! Inoltre questi bambini non sono seguiti da medici, sono soli al mondo... mi è sembrata una visione davvero troppo eccessiva della protezione che Hana vuole garantire loro.[/B]

      Non sono d’accordo. Anzi! Hana è molto attenta a tutti gli aspetti dei bambini. Addirittura cerca lavoro presso uno zoo e porta Ame con sé notando l’interesse del bambino per i lupi e per la natura. La scena in cui lei e il figlio restano accovacciati davanti al lupo cresciuto in cattività sperando di avere le risposte che cercano è toccante. Il fatto che qualche volta alla donna sfuggano delle azioni di Ame non è segno di trascuratezza: semplicemente non gli sta addosso continuamente. Eppure, come ogni madre, fatica ad accettare l’allontanamento dei suoi piccoli, inevitabile con la crescita, e fatica ad accettare che questi possano prendere strade diverse da quelle da lei desiderate e che, inevitabilmente, li condurranno lontano da lei. Non è forse quello che accade in ogni famiglia? L’immenso amore di Hana nei confronti di Ame traspare chiaramente nel finale. E’ lampante il fatto che, fino all’ultimo, la donna vorrebbe trattenere il figlio con sé, tenerlo lontano da un mondo che non conosce e le fa paura, pur essendo, nell’animo, consapevole che non esiste una via giusta e una sbagliata. Eppure, alla fine, decide di lasciar andare la mano del figlio e, vedendolo ululare felice sulla cima del monte, è felice per lui sebbene conscia del fatto che questa felicità sarà dolce-amara. Le lacrime che le rigano il viso sono le stesse che versano i genitori quando un figlio si sposa e lascia il nido. Eppure questi sta andando incontro alla felicità, ad una sua scelta di vita. E allora perché le lacrime? Sono lacrime di gioia ma hanno il retrogusto amaro della perdita che, se non definitiva, sicuramente porta ad un cambiamento.

      Non ci sono medici a seguirli perché, come mostrato all’inizio a seguito di un malore di Ame, la madre non sa bene quale figura potrebbe seguirli al meglio: un medico o un veterinario? Da piccoli Ame e Yuki non riuscivano affatto a controllare la loro doppia natura e spesso finivano per passare da una forma all’altra. Inoltre Hana non sa se anche geneticamente i suoi figli siano diversi dai bambini normali. Ma al di là delle figure dei medici, tutto si può dire tranne che Ame e Yuki siano “soli al mondo”. Sono avvolti dal calore immenso dell’amore materno che cerca di compensare con ogni sacrificio tutte le figure assenti nella loro vita.

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    4. [B]A scuola, Yuki scopre di essere diversa dalle altre e decide di adattarsi perchè le piace così, rinunciando ai suoi comportamenti "lupeschi" e ribaltando le carte in tavola, affermando che non si sarebbe più trasformata, soprattutto dopo aver fatto male a un suo compagno di classe. Se da una parte è vero che Yuki troverà un amico che sappia accettare la sua diversità, dall'altro non condivido la divisione netta tra umano e lupo. Mi spiego: perchè devono scegliere per forza una delle due cose?[/B]

      Il fatto che per paura Yuki decida di rinunciare alla sua parte istintiva non è da biasimare: E’ UMANO! Tutti noi ci comportiamo in modo diverso a seconda del contesto in cui ci troviamo. Ho visto fin troppe volte persone che, pur di integrarsi in un gruppo, rinunciano alle loro vere passioni/idee (che potrebbero generare incomprensioni o mancati apprezzamenti) e finire addirittura per denigrarle pubblicamente per non essere messe da parte. Anche in questo caso non è detto che io condivida questo atteggiamento ma non posso nemmeno giudicare chi si comporta diversamente perché spesso questo genere di atteggiamenti nasconde una fragilità, una grande solitudine, un bisogno disperato dell’altro. Questo film, pur con contenendo tematiche fantastiche affronta coraggiosamente il tema della diversità. Il tema uomo-lupo potrebbe benissimo essere trasformato nel tema della differenza di orientamento sessuale, delle scelte di studio, di vita in generale e di come una madre o una figura genitoriale dovrebbe comportarsi nel vedere i figli prendere strade opposte. Non esiste una scelta giusta o sbagliata. Non bisogna imporre la scelta che noi crediamo più vicina al nostro pensiero. Una madre dovrebbe desiderare la felicità dei figli al di là delle sue convinzioni. Hana lo fa. E’ ovvio che la sua preoccupazione maggiore sia nei confronti di Ame che ha deciso di seguire una strada lontana dalla sua realtà, quella del lupo ma, alla fine, lo lascerà andare.
      Ed è tristissima la parte finale in cui la donna resta completamente sola in quella grande casa in cima ai monti dove si era stabilita per tutelare i figli e ora che i figli hanno preso la loro strada lei, che tanto ha dato, si ritrova senza di loro. Ma nel cuore ha la certezza che i suoi sforzi non sono stati vani perché Ame e Yuki, in modo diverso, hanno trovato la felicità.

      P.S.: Scusa se ti ho intasato il blog XD

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    5. Purtroppo blogger non mi permette di rispondere ai singoli commenti, quindi metto l'elenco numerato qui, cercando di essere quanto più efficace possibile XD

      1) Sul fatto del mostrare l'innamoramento in breve tempo, mi dispiace che non abbiano usato quelle poche battute per caratterizzare il padre un po' di più. Comunque nel complesso non boccerei il film per questo eh! (Anche perchè non è che lo boccio in toto, solo che lo considero da 7 invece che da 10, per dirla con i numeri). Che la questione dei bimbi-lupo sia una metafora per la diversità è palese e non ci piove, proprio da questo viene fuori la mia critica al film. Nel senso che secondo me voleva andare a parare da una parte, ma si è perso per strada confidando nell'interpretazione positiva degli spettatori e favorendo un altro tema.

      2) Qui forse mi sono spiegata male io: non sto giudicando Hana (che in quanto personaggio e non persona, potrebbe anche essere giudicata perchè è parte di un prodotto artistico e appunto si possono esprimere pareri anche molto negativi, eventualmente), ma ho detto che non mi piacciono "le storie in cui" (in linea di massima, non mi piace la dinamica. Anche perchè a me i personaggi "facili" o "superficiali" a volte piacciono pure. Sul passato di Hana non viene detto molto, ma di certo sarebbe stata un'aggiunta al film affiancarle qualcuno che potesse essere un supporto, anche per rafforzare il messaggio di accettazione della diversità e caratterizzare il personaggio in relazione a qualcun altro, magari un/a parente, per darle una sfaccettatura in più oltre a quella di madre. Capisco che volevano sbrigarsi ad arrivare al sodo, ma secondo me questo ha penalizzato molto la caratterizzazione di Hana, che ne esce quasi come un'eroina d'altri tempi, tutta sfortuna, amore e sacrificio, non molto diversa da tantissimi altri personaggi dello stesso tipo. Che sia un bene o un male dipende dai gusti, ma io non sono riuscita a percepirla come un personaggio "a tutto tondo".

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    6. (ahimè sono costretta a dividerlo in due ç_ç ma ci tengo a spiegarmi al meglio delle mie possibilità, per rendere giustizia al tuo megacommentone xD)

      4) Sulla figura materna di Hana purtroppo non riesco ad avere comunque qualche riserva. Il discorso sul lasciarli andare lo approverei di sicuro se i figli fossero più grandi, ma il punto è che lei non sa dove vada un bambino di dieci anni. Per quanto sia lupo, ben prima di "crescere nella natura" (e quindi fare il ragionamento che un lupo di dieci anni è un adulto), il bambino sparisce e non va a scuola e lei "boh, non so, ogni tanto va a scuola ogni tanto no" oppure "chissà chi sarà questo maestro di cui parla...". Per me questo non è essere molto attente.^^" Oltretutto, l'amore materno non basta a compensare tutte le mancanze dei bambini. Con questo non voglio dire che una madre single non possa crescere figli da sola, lungi da me! Ma appunto questi bimbi non avevano altri con cui socializzare liberamente da piccoli (prima della scuola soprattutto) e ci sono affetti che l'amore materno non può andare a sostituire, perchè il rapporto che si ha con un amico è diverso da quello che si ha con una madre, per esempio. Infatti il film alla fine affianca altre figure (un amico per Yuki e una guida animale per Ame) proprio perchè ad un certo punto Hana non basta più, per quanto possa sacrificarsi per loro.

      Sulla felicità della scelta di Ame, in particolare, ho le mie riserve, dato che i lupi crescono in branco e lui invece è cresciuto isolato, quindi non so... per lui non la vedo messa tanto bene XD ma fingiamo che abbia avuto fortuna, altrimenti davvero mi sale la depressione x'D

      5) Ho sottolineato la scelta di Yuki perchè anche qui ci vedo un mezzo fallimento da parte di Hana, perchè appunto Yuki sceglie per paura di essere esclusa e così Ame. Proprio perchè i bimbi-lupo sono una metafora della diversità, mi è molto dispiaciuto che nessuno dei due abbia compreso l'idea di "compromesso" e che entrambi abbiano compiuto scelte dettate dalla paura della solitudine o del rifiuto, e queste non sono scelte sane (come scrivi anche tu), per quanto possano essere realistiche. Secondo me Hana, nel suo essere amorevole e protettiva, li ha portati troppo a temere il resto del mondo: "non ditelo a nessuno!". E questo, se da una parte è prudenza, dall'altra non fa che alimentare la paura verso una parte della propria identità, portando anche al desiderio di lasciarla indietro. Come se una madre apprensiva dicesse sempre a suo/a figlio/a: "non dire che sei gay/fai scienze della comunicazione (che a quanto pare è presa di mira da molti XD)/sei mezzo libanese/sei islamico, mi raccomando! Non sai cosa potrebbe succederti!". Non so, io ho vissuto con grande disagio questo finale... ma le interpretazioni di un'opera sono sempre dettate dal proprio background, oltre che da elementi forniti dalle opere stesse che, in quanto veicolo di comunicazione complesso sono sempre soggette a più di una interpretazione, motivo per cui nessuno dice che una delle interpretazioni sia più valida dell'altra. Diciamo che abbiamo "vissuto" il film in modo diverso. :)

      A parte questo, secondo me il film è comunque godibile e forse il messaggio sulla maternità è gestito un po' meglio rispetto a quello sulla diversità (tenendo presente che, appunto, anche le madri possono sbagliare). Questo tema infatti è stato un po' trascurato ad un certo punto, non rendendosi conto di quali potevano essere alcune ambiguità insite nella scelta conclusiva.

      No problem XD così anzi chi passerà di qui avrà due recensioni al prezzo di una u_u

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    7. 2) Per quanto riguarda l'accettare il personaggio senza giudicarlo intendevo che, ad esempio, avendo un personaggio come Hannibal Lecter ovviamente sono portata a dire: non condivido il modo di fare del personaggio! Sono contraria al cannibalismo XD
      Però è un personaggio creato per un motivo, è funzionale alla storia, insomma è un personaggio riuscito. Certo non mi metto a processarlo. Però ciò non toglie che, se dovessi dire cosa ne penso del suo comportamento, sarei critica.
      Infatti ho specificato che non c'è niente di male a dire "questo personaggio mi piace o meno" però, appunto, se un personaggio è stato creato per uno scopo, non ha senso, a mio avviso, giudicarlo in quel modo...non so se mi sono spiegata.

      4) Purtroppo in questo punto si vede la differenza tra la "classica madre all'italiana" e una "madre giapponese".
      In Giappone bambini piccolissimi, anche al di sotto dei dieci anni, vanno e vengono da scuola da soli, affrontando anche lunghi viaggi senza alcun controllo.
      Io stessa li ho visti: bambini che a stento arrivavano alla mia vita sul treno senza accompagnatore.
      Ovviamente se, invece di andare a scuola, prendessero un'altra strada nessuno se ne accorgerebbe.
      Per quanto riguarda la socializzazione pre-scolastica è OVVIO che se i bambini non sanno controllare la loro doppia natura la madre tenda a nasconderli.
      Come avrebbe spiegato la cosa ad una persona sconosciuta? Magari le avrebbero tolto i bambini trasformandoli in fenomeni da baraccone o in cavie da laboratorio!
      Anche nella fantasia, non bisogna eliminare la logica...

      5) Anche in questo punto il problema sta nell'età di Ame e Yuki.
      Hana non sbaglia a dire ai figli "non ditelo a nessuno!" ma perché sono piccoli.
      Poi è ovvio che crescendo e trovando amici fidati, magari i ragazzi si sarebbero potuti aprire.
      Ma non è prudente essere superficiali su un aspetto del genere.

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    8. 2) ti sei spiegata e condivido, infatti non ho mai criticato Hana in sé, ma ho solo detto che non mi piacciono tanto questo tipo di storie perché lontane dalla mia idea di romanticismo (almeno in linea di massima). Inoltre (e soprattutto) gli elementi funzionali alla storia sono parte dell'opera e li si può criticare in base ai propri gusti, alle proprie impressioni e interpretazioni.
      Secondo me, però, parlando in generale, un personaggio funzionale non è necessariamente un personaggio riuscito. Così come un personaggio ben riuscito non ha magari un ruolo fondamentale nella trama. Non tutto ciò che è utile alla storia è necessariamente bello o piacevole o ben fatto, anzi, spesso un personaggio viene piegato e "rovinato" al fine di renderlo funzionale. Non è questo il caso di Hana, ma ciò non toglie che anche se il suo carattere serve alla trama, a me come personaggio dice poco. Nulla contro di lei, solo che non mi sembra questo gran capolavoro di caratterizzazione, che è un modello già visto e la mancanza di un suo contesto di appartenenza (famiglia, amici, colleghi, etc.) che la distingua non ha aiutato molto a farmela apprezzare di più. Però può essere che per altri non sia così per vari motivi e ben venga!

      3) in quel caso i bambini si allontanerebbero di nascosto, ma Hana sa che suo figlio a scuola non ci va e va nella foresta a fare qualcosa che non sa. Solo molto dopo chiede dove stia andando e chi sia il maestro. Se cambiasse strada di nascosto non sarebbe ovviamente responsabilità di Hana, che penserebbe che il figlio è a scuola.

      4) infatti non ho detto che Hana doveva sbandierare ai quattro venti della particolarità dei suoi figli, non sono così scema! Leggo fantasy da parecchi anni e quello che apprezzo di più è proprio la coerenza interna e la creazione di mondi plausibili e "logici". La mia era una constatazione, non una critica, e si riferiva alla tua affermazione sull'amore materno. Il film stesso su questo punto è chiaro: l'amore materno può salvare ma non basta per tutta la vita (e infatti ci sono i vicini, l'amico, la volpe, etc...). Come tu stessa sottolinei, è ovvio che non pretendevo che si facessero gli amichetti mentre andavano in giro scodinzolando. Certo mi sarebbe piaciuto vedere qualche altro personaggio vicino ad Hana, per rendere il cast più variegato, ma il film è questo e amen. E ripeto, sembra che io lo stia "attaccando" e mi dispiace, perché credevo di essere stata abbastanza chiara sui singoli punti che non avevo apprezzato, in un quadro generale che nel complesso ho trovato piacevole.

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    9. 5) Di nuovo: chi ha detto che doveva essere superficiale? Ci sono sempre le vie di mezzo, ma ripeto, in questo film sembra che non esistano. Hana fa bene ad avvertirli, ma i figli vivono nel terrore ad un certo punto. Basta che un bambino dica a Yuki che odora di cane per farla agire malamente! Così come è snervante la filastrocca ripetuta ossessivamente. E infatti la paura (giustificata ma estremizzata) di Hana viene smentita anche dal film stesso, dato che almeno Yuki trova qualcuno capace di accettarla. Era anche finita nei guai proprio perché "non doveva rivelare niente a nessuno", cosa che l'aveva portata a rispondere aggressivamente e impanicarsi per una domanda innocente davanti a cui poteva mentire. La sua reazione aggressiva dettata dalla paura e la sua trasformazione incontrollata portano a conclusioni più esasperate proprio perché era in uno stato di paranoia dettato dal continuo ripetersi in testa la filastrocca. E questo il film lo rende bene e in maniera piuttosto chiara, quindi non lo sto criticando per questo aspetto. Ha senso stare attenti, ma senza raggiungere livelli patologici controproducenti. Almeno, io la penso così. Poi ci può anche stare che lei sia paranoica per istinto di protezione, ma secondo me non è così equilibrata come sostenuto da altri, e proprio queto ha spinto i figli ad avere paura più di loro stessi che degli altri (anche perché per loro fortuna non sono mai andati incontri a rifiuti violenti o espliciti dato che nessuno sa niente di loro). Questa almeno è la mia percezione del personaggio e delle sue relazioni con gli altri, poi ognuno è libero di vederla come preferisce. ^^

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    10. 2) Ovvio che i personaggi funzionali alla storia non siano per forza personaggi riusciti ma il mio era, appunto, l'esempio di Hannibal Lecter :P
      4) Per quanto riguarda la figura di Hana ho trovato molto interessante il suo rapporto con il vecchio burbero della montagna: una sorta di figura paterna diversa da quella che la ragazza aveva sperimentato con il vero genitore. Duro ma deciso a scoprire se la ragazza è davvero motivata o sia una cittadina sprovveduta in cerca di un contatto con la natura.

      Spero che, comunque, nonostante le nostre divergenze, sia chiaro che rispetto il tuo parere e che ho compreso il fatto che tu non stia bocciando il film in toto. Anche perché nemmeno io lo ritengo un capolavoro da 10. Ha, a mio avviso, i suoi difetti e ci sono delle parti che mi hanno convinto meno. Però è comunque un film che ho molto apprezzato (ogni volta che lo vedo le lacrime sono inevitabili). Per molti la mia affermazione potrà essere considerata un'eresia ma l'ho preferito a tutti i film Ghibli che ho visto.

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    11. Il vecchietto è piaciuto molto anche a me! Burbero ma sotto-sotto disposto ad aiutare chi lo merita^^

      Lo stesso vale per me ovviamente! :)

      Di sicuro è sempre bello trovare dei film che riescano a coinvolgerci emotivamente ed è molto più importante questo, alla fine, che qualche imperfezione di tipo tecnico o narrativo.

      Tranquilla, le eresie di questo tipo sono le benvenute sul mio blog XD io gli preferisco alcuni film dello studio ghibli (non tutti-tutti), ma quando si parla di emozioni non ci sono cult/fandom/o altro che tengano ed è giustissimo esprimere le proprie preferenze senza sentirsi "in soggezione" solo perché si parla di uno studio più famoso ;)

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  2. Ciao Millefoglie!
    Per la prima volta mi trovo distante anni luce da ciò che scrivi, perché questo film - pur avendolo visto ormai diverso tempo fa - è di quelli che mi sono rimasti dentro in modo assurdo. Non me lo aspettavo proprio, perché non pensavo fosse il mio genere, ma la delicatezza e la profondità con cui la storia viene narrata hanno lasciato un segno. La cosa che ho apprezzato più di tutte è il modo in cui assistiamo al progressivo cambiamento dei due ragazzi, secondo me ben rappresentato; ho provato malinconia, sorpresa nel vedere che la situazione si ribaltava (Ame sceglie di essere lupo, e Yuki umana) e un sorriso nell'apprendere che ognuno aveva capito chi avrebbe voluto essere. Quando parli di amputazione, secondo me non è così: il fatto che ognuno di loro scelga a quale natura appartenere, non vuol dire che Ame non si trasformerà mai più in umano e Yuki mai più in lupo; la verità è che invece non si può essere bianco e nero nello stesso momento. Uno dei due dovrà per forza prevalere, l'altro lo porteremo comunque dentro con noi. Ovviamente questo è il mio pensiero e ciò che mi ha dato la mia esperienza personale.
    Per concludere, Wolf Children è al secondo posto tra i miei anime preferiti, mentre The boy and the beast (visto tra l'altro di recente) l'ho trovato carino, ma troppo lungo e a parte il rapporto tra il ragazzo ed il maestro devo dire che mi ha annoiata un sacco XD
    Un abbraccio!

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    1. Rispondo qui sotto perché concordo con quanto scritto da Julia in tutto e per tutto: anche per me questo è uno dei film più belli che abbia mai visto, l'ho scoperto solo quest'anno (il mio solito tempismo!) ma credo me lo porterò dentro per un bel po'. Mi è piaciuto tantissimo il rapporto tra Hana e i suoi bimbi, così come mi è piaciuto vederli esplorare la loro natura "animale", ciascuno ai suoi tempi e alle sue condizioni. E come Julia anch'io credo che non è detto che Ame non si trasformerà mai più in umano o Yuki in lupo, semplicemente ciascuno fa la scelta che in quel momento più lo rispecchia e lo fa sentire completo. ^^

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    2. Vorrei avere il vostro stesso ottimismo per quanto riguarda il finale, perchè mi farebbe apprezzare un po' di più il film! XD
      Secondo me nelle ultime scene questa compresenza di due nature o questa possibile riconciliazione futura non è stata evidenziata abbastanza, perchè le immagini finali non ci mostrano più i due fratelli insieme, ma solo Ame e sua madre (l'ululato) e Yuki e sua madre (gli spiedini sul fuoco e le foto), oltre alla sola voce narrante della ragazza. Mi sarebbe bastata anche una foto dei due fratelli insieme per nutrire un po' più di speranza sulle loro scelte di vita, ecco! XD Inoltre, il fatto che l'unico personaggio che aveva scelto il compromesso (ovvero il padre) faccia una brutta fine, non mi ha suggerito nulla di buono, ma magari sono io che ho voluto vedere troppo in una scena funzionale alla trama.

      The Boy and the Beast dovrei proprio rivederlo prima o poi, perchè ricordo che uno dei suoi difetti era quello di mettere molta carne al fuoco, però nel complesso mi ha divertita di più anche per l'elemento fantasy più spiccato e un gruppo di personaggio un po' più nelle mie corde (poi citavano saiyuki quindi mi hanno proprio comprata! x'D).

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    3. Comunque, al di là di tutto, ti ringrazio per aver scritto questa recensione: guarda qua che bel dibattito ne è uscito! :) ad esser tutti d'accordo non se ne ricava molto, invece mi sono persa a leggere i tanti commenti stupendomi - come qualcun altro ha detto - di come una singola opera possa suscitare tante interpretazioni e pensieri diversi. Mi fa proprio piacere che si sia aperto questo dibattito, che ci ha fatto tutti ragionare un po' di più su questo film ed i suoi significati. Tra l'altro, è sintomo di quanto tu sia acuta nei tuoi post, altrimenti non sarebbe accaduto ;)

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    4. Grazie a voi, per aver letto non solo il post ma anche i commenti! :) Mi fa piacere quando si riescono a creare bei confronti che possono arricchire entrambe le parti. Purtroppo su internet capita spesso che chi esprime pareri anche solo negativi o comunque leggermente diversi venga criticato in malo modo (per non dire insultato xD), ma per fortuna a me non è mai successo e questo è soprattutto merito vostro, quindi vi ringrazio per il modo sempre costruittivo ed educato con cui commentate! <3 Mi avete dato prospettive diverse sul film e questa è sempre una cosa che mi affascina, perché se fossimo tutti d'accordo su tutto penso che questa nostra passione per la lettura non sarebbe altrettanto stimolante! ^^

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  3. Mi trovo d'accordo con te.
    Purtroppo per questi film c'è sempre tanto entusiasmo. Con il fascino "del Giappone alternativo", non si riesce ad essere critici.
    Per me "Wolf Childern" è un buon film, ma non è perfetto. C'è di meglio per il genere.

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    1. Grazie per la solidarietà, mi fai sentire meno sola XD
      A me fa piacere che ci sia entusiasmo verso qualcosa che, nel complesso, non è affatto da buttare, però avendo aspettative altissime speravo in una reazione più positiva da parte mia che invece non c'è stata per divergenze d'opinione XD

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  4. Ciao! Mi associo a Veronica, Julia e Lilly: anch'io ho apprezzato molto "Wolf Children" (visto circa 1 anno fa) e lo considero una bella favola sull'amore materno e sulle scelte che spesso ognuno di noi si trova a fare nel passaggio dall'infanzia all'età adulta. Proprio perché lo considero una favola, non sono puntigliosa come te nel mio giudizio: credo che il tutto vada considerato più in senso metaforico che non letterale, e per questo molto è spesso semplificato o estremizzato, se vuoi persino scontato, ma non lo vedo come un limite.
    Un bacio e a presto.

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    1. Ciao!
      Ammetto che per certe cose sono stata puntigliosa (anche più del mio solito, dato che sono una che di solito tende a chiudere un occhio), ma volevo essere precisa a spiegare cosa non mi aveva convinta perchè non volevo passasse il messaggio che non mi era piaciuto per andare controcorrente XD Sul fattore favola concordo, anche se il mio problema principale con questo film continuerebbe a sussistere perchè secondo me il messaggio generale non è stato trasmesso nel pieno delle sue potenzialità e il film si è un po' impigrito per quanto riguarda la rappresentazione della diversità, che ad un certo punto viene quasi messo da parte per lasciare spazio ad altro (il tema della maternità soprattutto), dando quindi l'idea conclusiva che, sì, "ogni scarraffone è bello a mamma sua" e che "gli uccellini lasceranno il nido e mamma chioccia deve farsene una ragione", ma sembra anche suggerire che nella vita non esistano vie di mezzo e "o sei carne o sei pesce". Poi ripeto, per ogni persona ci sarà un'interpretazione diverse, quindi ci sta che si abbiano visioni molto diverse di un film che, nel complesso, non è di certo da buttar via.
      A presto! *3*

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  5. The Boy and the beast non l'ho visto, ma Wolf Children l'ho visto un paio di anni fa (infatti ricordo poco LOL), ma il poco che ricordo è tutto in maniera positiva, mi era piaciuto tantissimo. Anzi ti diro', ero partita abbastanza prevenuta del tipo "bah proviamo a vederlo" e poi avevo pensato "caspita era da molto che non guardavo un film d'animazione cosi bello!".
    So che esiste anche il manga, chissà se è diverso dal film? Non credo ma magari le parti che ti sono sembrate rindodanti o che semplicemente non ti hanno convinta, nel manga sono trattate meglio...ma ovviamente non avendolo letto, sono solo mie supposizioni XD

    In ogni caso hai fatto benissimo ad esprimere i tuoi dubbi su questo lungometraggio, è sempre bello leggere diverse "voci", i dubbi che uno puo' avere e via dicendo ;)

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    1. A questo punto non so se the Boy and the beast potrebbe piacerti, ma secondo me vale la pena provarlo :) A me è piaciuto di più (nonostante riconosca che ha i suoi difetti) ma credo di rientrare in una minoranza XD sarà anche che lo preferisco anche solo da un punto di vista estetico XD

      In genere non leggo manga tratti da anime, ma di questo adattamento ho sentito parlare bene. Non penso lo recupererò a breve, però mai dire mai ^_^

      Grazie, ne sono contenta! Il fatto che comunque il film spinga a confrontarsi è un punto a favore. ^^

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  6. Ho letto con molto interesse tutti i pareri scritti, è incredibile vedere come molte volte percepiamo lo stesso soggetto con occhi diversi!
    Io di Wolf Children avevo solo letto il manga, comprato più che altro a mia madre perché le piacciono i lupi LOL!
    A me non è che avesse coinvolta più di tanto, forse perché mi aspettavo qualcosa di più "favolistico" e meno radicato nella realtà. Lo so che sembra strano detto a proposito di una storia che si basa su elementi da favola appunto, però mi aveva lasciato come un senso di malinconia, mi aspettavo qualcosa di più leggero, chissà...
    Infatti non ho mai recuperato il film, convintissima che ci avrei pianto come una fontana e a me non è che piaccia molto piangere XD
    The Boy and the Beast invece vorrei vederlo, mi sa di qualcosa di più leggero, magari fa più al caso mio.
    Summer Wars invece recuperalo!!! A me era molto piaciuto, a differenza di Wolf Children, mi aveva lasciato una felice sensazione di buon umore, era un film molto colorato per altro!

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    1. Sono contenta che si sia creato un dibattito interessante XD
      Il manga al momento lo passo perchè non amo gli adattamenti tratti dagli anime (che in genere sanno molto di riassunto). Non so quanta differenza possa esserci in effetti. Secondo me, avendo già letto il manga, rischieresti di annoiarti un po' a vedere il film (visto che non ti ha fatta impazzire).

      The Boy and The Beast secondo me potrebbe piacerti di più, visto che so che apprezzi le storie più "shonen" e avventurose! (*coff coff fammi compagnia fuori dal coro *coff coff* ahah)
      Grazie per il consiglio e per il commento! :*

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  7. Ciao, nuova follower; complimenti per blog e recensioni; qui la mia ultima recensione:https://ioamoilibrieleserietv.blogspot.it/2017/11/recensione-serie-magisterium-cassandra.html

    Ti aspetto da me come lettrice fissa; trovi il blog anche su instagram e facebook entrambi sotto il nome: ioamoilibrieleserietv

    grazie

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  8. Cara Millefoglie, ammetto che dopo un po' mi sono stancato di leggere i "botta-e-risposta" tra te e code:veronica, limite mio: sicuramente sono interessantissimi.
    Volevo solo dirti che in generale concordo con te e con tutte le critiche che hai fatto, anzi personalmente il film mi ha annoiato parecchio e, se posso osare criticare i personaggi - che appunto NON sono persone reali - ho trovato sia Hana che il lupo-marito (per quel po' che s'è visto) assolutamente insulsi, anzi azzarderei persino fastidiosi.
    Al film non darei la sufficienza (de gustibus, eh!) e l'unica cosa che m'è piaciuta è stato il nonno brontolone ma buono di cuore, che avrei preferito vedere più a lungo.
    Certo, la mia non è una critica articolata, ma dato che il film non m'è piaciuto non sento quel gran bisogno di farla :DD
    Ciao, a presto!

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    1. Ciao! Non ti preoccupare, capisco che erano un bel po' e leggere dal pc non invoglia di certo XD
      Anche a me è piaciuto il personaggio del nonnino, che aggiungeva un po' di brio a un "cast" di adulti piuttosto piatto ed era l'unico ad apprezzare Hana senza scadere nella melassa del "povera santa martire". I due genitori presi singolarmente li reggevo anche abbastanza, ma quella parte in cui sono insieme mi ha proprio fatto cadere il latte alle ginocchia, soprattutto alla battuta: "ma come sarà la nostra bambina? Sarà bella? Sarà intelligente?" Mulino Bianco levate proprio. XD Mi consola sapere che non sono stata l'unica a non apprezzare molto questo film. Come dire... mi fa sentire meno acida! :P
      A presto! :)

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  9. Ciao! Ho letto tutto quello che hai scritto e anche la maggior parte dei commenti, ma siccome sono pigra, il mio contributo sarà mooolto breve! XD Mamoru Hosoda lo seguo film dal suo primo film, La Ragazza che Saltava nel Tempo, e si nota moltissimo quanto sia cresciuto tra un'opera e un'altra, e quali temi ami affrontare. Ad un certo punto dici che ti è dispiaciuto che il tema della diversità venga messo da parte a favore di quello sulla maternità, ma secondo me è proprio quest'ultimo quello principale. Secondo me il tema della famiglia è quello più caro ad Hosoda: in Wolf Children troviamo un rapporto madre-figli, in The Boy and The Beast padre-figlio (sia con quello biologico che con quello che l'ha effettivamente cresciuto), in Summer Wars invece c'è un'intera famiglia! Sono 3 film diversi, ma che secondo me fanno parte di uno stesso discorso!
    Per il resto mi trovo d'accordo con quello che dicono Hana, Lilly e le altre due ragazze, quindi non mi dilungo! XD

    Alla prossima!

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    1. Ciao! Non ti preoccupare, l'importante è la qualità u_u
      Di suo ho visto solo The Boy ma conto di recuperare anche gli altri prima o poi perchè comunque non mi dispiace, quindi sicuramente non lo conosco benissimo. Il fatto che il tema principale sia la maternità/famiglia penso sia evidente e di per sè non è una critica, ma una constatazione. Solo che secondo me aveva abbastanza tempo per lasciare spazio a entrambi in egual misura. Ci sta comunque che ne abbia preferito uno rispetto a un altro, se è quello che gli interessava. ^^

      Alla prossima e grazie per il commento! ;)

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  10. Ehi! Perdona l'assenza ma a scrivere commenti un minimo sensati ci metto davvero tanto per cui delle volte rinuncio leggendomi il post e basta -.-'

    Wolf children l'ho visto un annetto e mezzo fa per cui ho alcuni ricordi un po' sbiaditi, ma in parte condivido la tua opinione. Anche io sono partita con aspettative molto alte avendone sentito spesso parlare bene, solo che alcune cose hanno convinto poco anche me :/
    Parto col dire che il suo lavoro il film lo fa, intrattiene e come mi aspettavo è un film delicato, dolce e godibile a cui comunque per vari motivi sono affezionata, però alcune cose come il distacco tra i personaggi, il finale e certe scene banalotte mi hanno lasciato un senso di soddisfazione solo parziale e si sono contrapposte a quanto di buono c'era nel complesso.

    Non me la sento di essere particolarmente critica perché alla fine come film racconta la sua storia parlando dei temi quali famiglia, crescita e diversità che ci si aspetta, il modo in cui sono rappresentati alcuni eventi capisco siano "esigenze di trama" e in generale posso dire che mi è piaciuto, però condivido il fatto che i personaggi sembrano molto divisi e distaccati tra loro; nonostante tutte le diversità possibili non danno per nulla l'idea di famiglia amalgamata e unita che uno ci si aspetta e che dovrebbero rappresentare, i due fratelli hanno vite molto separate e forse la cosa che mi ha fatta rimanere peggio è stato un mancato confronto tra i due. Ame e Yuki crescono e hanno evoluzioni indipendenti nel corso della storia, però dopo aver fatto vedere il loro litigio e due cammini tanto diversi mi aspettavo come minimo un confronto tra loro e sulle scelte che hanno fatto, mostrare la decisione di ognuno così e in modo tanto netto mi ha lasciato un grosso senso di vuoto e incompletezza.
    Non dico che un film debba corrispondere in tutto e per tutto all'idea che uno si fa prima di averlo visto (film che piacciono non esisterebbero se così fosse), ma ha comunque deluso le mie aspettative in parte.
    Mentre non ho mai pensato alle scelte fatte più per paura che per decisione propria, ora che mi ci hai fatto pensare è parecchio triste anche questo o_o

    Penso sia un bel film che passa i suoi messaggi e intenerisce ma resta un po' deludente sotto certi aspetti se si vuole qualche cosa di più.

    Mi spiace ancora per l'incostanza, sappi però che mi fa sempre piacere leggerti ^___^ Ciao!!!

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