giovedì 30 agosto 2018

FAKE - a suo modo una sorpresa

Ho ripescato questo manga dal dimenticatoio mentre mi aggiravo per l'internetto alla ricerca di un possibile fratellino di Haru wo Daiteita, insomma... cercavo trashate belle e involontarie. Così, ho ricordato che millenni fa avevo visto un OAV che non mi era piaciuto quasi per nulla, basato su un manga che forse avrebbe potuto fare al caso mio. In effetti è andata più o meno così, nel senso che mi sono fatta due risate, anche se non nel modo che mi aspettavo, perchè questa serie si è rivelata, a suo modo, una gradita sorpresa!

Fake è un manga BL poliziesco in 7 volumi pubblicato dal 1994 al 2000 (anche se al momento è in corso un sequel con un tratto più moderno), scritto e disegnato da Sanami Matoh, mangaka di cui non avevo mai sentito parlare nel giro del BL, quindi non sapevo proprio cosa aspettarmi, se non appunto quello che avevo visto nell'OAV e, fidatevi, non era poi tutta 'sta gran bellezza. 


Dee (a sinistra) e Randy "Ryo"
Come nel ben più noto New York New York, anche in Fake ci troviamo nella Grande Mela, con la differenza che qui entrambi i protagonisti sono due detective: Randy "Ryo" MacLean e Dee Laytner. All'inizio del manga, i due sono appena stati messi in coppia dal loro capo, nella speranza che il temperamento pacato di Ryo, il nuovo arrivato mezzo americano e mezzo giapponese, possa mettere un freno all'irruenza di Dee.
A dispetto del carattere molto diverso, Dee punta subito la new entry e inizia così la parte romance del manga: riuscirà Dee a conquistare il suo partner? Per quanto inizialmente Dee parta in quarta, la loro storia si evolverà in maniera piuttosto graduale nel corso della serie e, a dispetto di quanto temessi, andrà in porto, tra un caso e l'altro. Vista l'impostazione dell'oav, infatti, temevo che il tutto si sarebbe concluso in allusioni e tira e molla ambigui, ma non è stato così e, anzi, devo dire di aver apprezzato molto questa parte del manga perchè, pur procedendo di clichè in clichè (o forse proprio per questo?), non si scade nel patetismo, cosa che invece accade in New York New York. Inoltre, l'evoluzione di Ryo mi è parsa plausibile. Il ragazzo, infatti, non è mai stato attratto da un altro uomo, quindi la sua ritrosia mi è sembrata realistica, visto anche che Dee ha una natura molto impulsiva, il suo potrebbe anche essere un capriccio del momento, anche se più si va avanti nel manga e più si capisce quanto i suoi sentimenti siano seri. Altro elemento che ho molto apprezzato è che viene sottolineato più volte che Dee è bisessuale, cosa assai rara da trovare anche nei BL moderni, in cui di solito si opta per un fastidioso "sono etero MA" (senza che la questione psicologica di un'affermazione simile venga affrontata). 


Attorno a questa coppia ruota un numero di personaggi limitato: ci sono Bikky, un ragazzino nero (ma biondo!) adottato da Ryo, e Carol, una ragazzina che, insieme a Bikky, finirà spesso coinvolta nei casi affrontati dai due detective. A questi due personaggi, che porteranno avanti una tenera sottotrama romantica, sono dedicati vari capitoli del manga, alcuni più riusciti di altri, in cui però l'autrice opta per dei salti temporali fastidiosi, motivo per cui in alcuni capitoli sono piccoli, in quelli successivi sono più grandi, ma poi in quello dopo tornano a essere più giovani, confondendo un po' il lettore.



Altri personaggi ricorrenti sono: Diana, un'agente dell'FBI dalla lingua tagliente ed esperta di arti marziali che si diverte a mettere pepe nella relazione dei due protagonisti e JJ, un collega-macchietta di Dee e Ryo, innamorato perso di Dee, ma che finisce sempre per beccarsi un due di picche, nonostante la sua tendenza a zerbinarsi per lui. Le sue scene sono in genere tra le più divertenti, anche se avrà il suo momento di dramma giusto per dargli un minimo di spessore che vada oltre la carta velina. 
Si segnala anche la presenza di due personaggi secondari dotati di poteri ESP, abbastanza fuori luogo nel contesto della serie, ma ho scoperto che erano un cameo di un'altra serie dell'autrice, quindi si lascia correre tutto sommato, visto che comunque il tenore di Fake è quello dei telefilm di serie B anni '90, ci vuole un tocco di sovrannaturale a caso!


Diana

In Fake, però, non abbiamo solo la storia romantica, essendo un poliziesco. Su questo piano, funziona? Detto in poche parole: non proprio. Non vengono proposti enigmi interessanti e i casi consistono più che altro nell'acciuffare l'unico sospettato plausibile, quello con la faccia torva e gli effettini loschi attorno. L'identità del colpevole è talmente tanto palese che spesso il lettore è portato a chiedersi se Fake non si riferisca al diploma dei poliziotti protagonisti! Nonostante questo, però, gli arc narrativi sono tutti piuttosto brevi e il ritmo è talmente tanto veloce che non c'è molto tempo di annoiarsi, con il risultato che comunque si rivela una buona lettura da ombrellone (o da cesso).


Carol
La Sanami punta, per sua stessa ammissione, ad intrattenere le (spesso giovani) lettrici e i lettori, offrendo loro situazioni romantiche ma non stucchevoli, perchè condite da una giusta dose di dramma, e un setting poliziesco che forse non soddisferà gli appassionati del genere ma che, salvo due primi capitoli dalla sceneggiatura imbarazzante, cerca di mantenere una sua linearità per mandare avanti la trama. E' apprezzabile che, nonostante i casi poco riusciti, questi non siano sempre e solo funzionali per far finire insieme la coppia principale, rendendo quindi questo elemento totalmente subordinato alla parte BL. Non mi sento neanche di dire che le due parti siano equilibrate alla perfezione, ma si vede che il tentativo c'è stato e questo tanto basta per farmi prendere il titolo in simpatia.
Certo, le trashate palesi non mancano, come il fatto che tutti capiscano che Dee è in parte giapponese perchè i suoi occhi... sono a mandorla? No, sono semplicemente molto scuri! Ha pure i capelli castano chiaro, tanto che penserei che sia Dee il mezzo giapponese, eppure tutti capiscono quasi al volo che Ryo è per metà asiatico, anche quando si presenta con il nome americano. Misteri!
E poi... Liotta dovrebbe essere un nome (non un cognome, proprio un nome!) italiano?! Ehm... 

Anche alcune coincidenze potrebbero essere considerate come trash, ma l'autoironia di questo manga è riuscita a farmi perdonare molti dei suoi innegabili difetti.

A proposito di difetti, anche da un punto di vista grafico Fake non è un capolavoro, soprattutto nei suoi primissimi capitoli. Il tratto è sporco e grezzo, molto anni '90 (cosa che a me piace in realtà!), a volte con sproporzioni o difetti di prospettiva ben visibili. Nelle scene d'azione poi si fa ancora più caotico, ma con il passare dei volumi diventa più pulito e dal volume 5. Le scene d'azione, però, restano sempre un grosso problema, soprattutto vista la natura del titolo. Nelle scene comiche, invece, abbondano i semi-deformed.
Stranamente i fondali sono più presenti di quanto mi aspettassi, anche se non eccelsi.
I personaggi disegnati col tratto attuale della mangaka


La serie è (purtroppo per me) inedita in Italia, ma la si può reperire online sia in inglese che in traduzione amatoriale italiana su Storm in Heaven. ;) L'oav invece è basato su un episodio centrale del manga ed è stato anche doppiato. Il titolo è "Fake: un'indagine confidenziale" (...)
Al momento so che è in corso un sequel della stessa autrice, ma con uno stile tanto diverso da risultare irriconoscibile, ma più moderno e chiaro. Credo abbia natura episodica, perchè a parte i primi capitoli non ho trovato altro, ma comunque la serie classica ha una conclusione più che soddisfacente .;)




Per concludere: Ma insomma, come posso definire una bella sorpresa un manga con tutti questi problemi?! Gran parte della mia risposta fa leva su ragioni più che altro affettive, visto che Ryo e Dee sono riusciti a starmi molto simpatici e ho trovato la loro storia tenera il giusto, così come ne ho apprezzato l'autoironia e la leggerezza volontaria, distribuita nei momenti giusti, senza smorzare eccessivamente le situazioni più drammatiche (non mancano casi con cadaveri mutilati, per esempio). Inoltre, a rendermi la lettura molto gradevole hanno contribuito altri elementi, come il fatto che la mangaka non abbia inserito quelli che ad oggi sono alcuni degli elementi più (giustamente) criticati nel genere, optando invece per delle situazioni sì trite e ritrite, ma più vicine a quelle dello shoujo manga e meno problematiche. Sì, in Fake ci sono tantissimi clichè, ma ci sono quelli "giusti" (per me), quelli che mi fa piacere rivedere, come i protagonisti dal passato triste, la scena natalizia, i momenti drammatici in cui uno dei due si lancia al salvataggio dell'altro, e così via. Non ci sono invece "donne insopportabili o non pervenute", "differenze d'età criminose", "violenze da cui nasce l'ammoreh", "partner-stalker" e così via. Quindi, lettrici di BL, date una chance a questo titolo, perchè nella sua scemenza potrebbe comunque divertirvi e offrirvi qualcosa di talmente vecchio stile da essere diverso da quello che ci capita di leggere in serie più recenti. Volendo sarebbe un buon punto di partenza anche per quel lettore generico che vuole approcciarsi al genere con qualcosa di non troppo esplicito e che affianchi al romanticismo anche altri elementi, ovvero il comico e il poliziesco.

Insomma, Fake non sarà un bel manga (anche se non è un pessimo manga), ma gli voglio bene. <3 E' una trashatina che sa di esserlo, ma che dimostra di voler intrattenere e a modo suo ci riesce, perchè si vede che tutto sommato l'autrice ci ha messo il cuore, un po' come quelle serie che passavano in tv quando ero ragazzina: ad oggi sono invecchiate malissimo, ma riescono comunque a farsi amare.

5 commenti:

  1. Wow, cosa sei andata a tirare fuori... gli scheletriii!! xD
    Scherzi a parte, ricordo che ai suoi tempi piaceva e molto. Altri tempi, allora non era giudicato una treshata, tanto per dirne una, ma un bel manga d'azione e sentimento. A distanza di decenni tutti i titoli manga vengono visti come cose "oscene" graficamente e/o narrativamente, i gusti cambiano così comi gli stili. Tra una trentina d'anni sai le risate che si faranno i giovani che leggeranno uno dei titoli in corso oggi. XD
    Però capisco il tuo amore per un titolo simile, io provo lo stesso per Love Mode, che se lo vai a vedere è un manga sulla geometria colma di sfiga. x°°D

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    1. Ti rispondo anche qui! XD
      Sì, ogni tanto mi piace rispolverare queste vecchie glorie! Fortunatamente non sono molto schizzinosa con i tratti e, anzi, trovo quelli più datati molto affascinanti, anche quando non sono perfetti (come in questo caso).
      Mi segno Love Mode, che non si sa mai! XD

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  2. Io per quello stile di disegno "datato" ci vado matto! :)
    ...e comunque ha stra-ragione Yaoi God: tra vent'anni saranno "datati" gli stili che oggi vanno per la maggiore. Quindi a ognun* le proprie nostalgie :)
    ...e hai stra-ragione anche tu quando dici "...si vede che tutto sommato l'autrice ci ha messo il cuore, un po' come quelle serie che passavano in tv quando ero ragazzina: ad oggi sono invecchiate malissimo, ma riescono comunque a farsi amare". Concordo e ti quoto.
    Se ai fumetti/anime/romanzi/musica/tutto-quel-che-ci-piace non lasciamo almeno un po' della forza emotiva che abbiamo dato loro mentre ne fruivamo, cosa li abbiamo fruiti a fare?!? Certe cose vanno giudicate, perlomeno individualmente, a livello emotivo, più che a livello tecnico.
    Comunque, non so se è merito della tua recensione [mi sa di sì...], ma quest'operina mi ispira abbastanza, proprio come operina in sé, non come "trashata"!
    Mi sa che se riesco darò un'occhiata ;)
    A presto!

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    1. Concordo in tutto, certi titoli, anche se "tecnicamente" sbagliati, possono lasciare di più di altri che magari sono impeccabili per molti punti di vista, proprio perchè hanno un valore importante per noi (magari ci fanno ripensare al periodo in cui li leggevamo o a vecchie amicizie)! Poi preferisco un'opera molto imperfetta ma in cui si vede che l'autore si è divertito e ci ha messo del suo, perchè questo divertimento traspare e può rivelarsi contagioso :)

      Sono contenta di averti fatto incuriosire a Fake! Confesso che non ci speravo tanto e questo post era più una manifestazione di affetto per il titolo che non un mezzo per "pubblicizzarlo", quindi, bingo! ;D

      Non posso non consigliarti la versione di Storm in Heaven allora! E' un progetto vecchio penso (io faccio parte del team da pochissimo), quindi è già completo! :)
      Se lo recuperi fammi sapere, sono curiosa di sapere se farà simpatia anche a te ^^

      A presto!

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