sabato 10 giugno 2017

I miei primi K-Drama: W e Rebel

Come sapete non sono una grandissima divoratrice di serie TV, nè americane nè asiatiche, però quando me le suggeriscono caldamente dopo un po' cedo anche io. Se in questa frase si sostituisce "caldamente" con "fangirleggiamente" nel primo caso e "con l'insistenza di un trapano sulle tempie" nel caso di Rebel, si ottiene un quadro più chiaro di come sia entrata in contatto con questo mondo a me sconosciuto, quello dei K-Drama.

Qualcuno gli copra quelle caviglie!
Il mio primo approccio del terzo tipo è avvenuto con W. La trama effettivamente mi incuriosiva parecchio perchè andava a toccare un argomento che mi diverte sempre: la metanarrativa (se così si può dire per una serie tv).
Oh Yeon-Joo è la figlia di un autore di webcomic che ha raggiunto la fama grazie a un thriller intitolato W, in cui il protagonista, Kang Chul, dopo essere stato accusato ingiustamente dell'omicidio dei suoi genitori, si mette alla ricerca del vero colpevole, mettendo su milioni su milioni e diventando un pezzo grosso del suo mondo. W ha un grandissimo successo in Corea, ma l'autore inspiegabilmente decide di porre fine alla serie uccidendo il protagonista!
Yeon-Joo scopre tutto quando entra da sola nello studio del padre e trova il suo tablet acceso, con la tavola di Kang Chul in agonia. La ragazza non riesce a spiegarsi il motivo di questa scelta, ma all'improvviso dovrà preoccuparsi di ben altro, perchè un braccio insanguinato esce dal tablet e la trascina nel mondo di W!
 Da qui inizieranno una serie di peripezie che intrecciano il mondo reale con quello di W. Perchè il padre voleva uccidere Kang Chul? Riuscirà Yeon-Joo a mantenerlo in vita, una volta scoperto che non si tratta di un semplice personaggio ma di "qualcosa di più"? Ma soprattutto, come la prenderà Kang Chul quando scoprirà di essere solo un personaggio di fantasia, un burattino mosso da un autore (a mio parere incompetente)?

"Gentile cliente, la Wind le comunica che lei non è
una persona vera. Per ulteriori informazioni,
contattare Pinocchio".
Queste premesse mi hanno incuriosita molto perchè mi hanno ricordato un po' Niebla di Unamuno o altri titoli di natura "pirandelliana". La questione dell'identità di Kang Chul viene affrontata con serietà ed è la parte che mi è piaciuta di più in assoluto. Fino al 6 episodio (di 16 di circa un'ora), in cui si verifica un incontro decisivo, il livello di interesse da parte mia è stato molto alto, tanto che per me la storia poteva pure concludersi lì. Questo ha un po' smorzato il mio entusiasmo per le puntate successive, che ampliano la faccenda di "W" e la storia d'amore. Il livello di gradimento in quel caso si è arenato sul "carino", perchè le avventure successive mi sapevano un po' di peripezia fine a sè stessa, seppur godibile. Penso anche si siano un po' incartati nel delimitare i confini e le leggi che regolano il contatto tra le due dimensioni. Nel complesso però è una bella serie e mi sento di consigliarvela se vi piace questo argomento e non vi disturba che elementi thriller e romanzi si mescolino insieme.
L'autore di W. Lo specchio della sanità mentale.
I personaggi sono ben caratterizzati, anche se a spiccare sono Kang Chul e l'autore di W perchè i più complessi. La ragazza è caruccia e non si abbatte facilmente, ma nel complesso è un personaggio nella media. Ma tanto sappiamo che il vero eroe è Soo-Bong, l'assistente del padre, che è riuscito a sopravvivere a non so quanti infarti.
L'unica cosa che mi irrita sono i momenti in cui i due piccioncini si fissano e parte la canzone melò di sottofondo, ma vabbe'... capisco che agli animi romantici può piacere. XD Oh! E anche gli uomini con le caviglie scoperte. Kang Chul sfoggia dei completi che potrebbero compromettere le vostre retine.

Tutta invidia, Soo Bong, ammettilo.

L'altro titolo invece è riuscito a tenermi più attenta per tutta la sua durata (30 episodi di un'ora), seppur con qualche abbiocco momentaneo nelle puntate centrali. Si tratta di Hong - Rebel o "The thief who stole the people" (2017). 

Una foto promozionale altamente photoshoppata
Da destra: Il Re, la "lei" simpatica, Gil Dong e la "lei"
che all'inizio sta simpatica, poi la prendereste a ceffoni
e poi vi fa pena... forse.
La serie, ambientata intorno al '500, ci raccontala storia di Gil Dong, figlio del servo Ah Mo Gae ("Senza nome"), unendo eventi storici ed elementi di folklore.
Gil Dong dimostra fin da subito una forza sovraumana e per questo viene identificato come "Mighty Child", una figura leggendaria in Corea. Leggenda vuole che se il Mighty Child fosse nato in una famiglia di servi sarebbe dovuto essere ucciso, altrimenti avrebbe rovesciato l'ordine del mondo.
Gil Dong e suo fratello vestiti da schiavi
Nella serie coreane mangiano nel 50% delle scene.
I primi episodi sono dedicati al tentativo di ascesa sociale di Ah Mo Gae, che allo stesso tempo cerca di nascondere le capacità del figlio. Sarà quest'ultimo però il vero protagonista della serie che, insieme ad un gruppo di compagni di avventure del padre e al fratello Gil Hyun (il mio personaggio preferito, ho pronti i moduli di adozione <3) riuscirà, dopo innumerevoli sfighe, a "rubare il cuore del popolo" e a guidarlo nella ribellione contro un sistema che schiaccia tutti coloro che si trovano sul gradino più basso della rigida piramide sociale che regola il paese. All'inizio ad essere puniti saranno i padroni violenti, ma più si andrà avanti e più sarà chiaro che il problema sta a monte.
I personaggi della serie sono un bel po', ma a ricevere caratterizzazioni più significative sono indubbiamente il protagonista, suo padre, la dama di corte Nok Su e il re (di cui vedremo il progressivo degrado). Attraverso la serie si avrà modo di capire come funziona la società descritta e avremo rappresentanti di molte classi sociali e fazioni, con i loro ruoli e ideologie. Se vi piacciono le serie storiche con un tocco di sovrannaturale e una storia romantica non invasiva, è sicuramente consigliato.


Certo si vede che il budget non è lo stesso di una grossa produzione americana, dato che alcune armi e parrucche puzzano di finto al primo sguardo, ma c'è comunque molta attenzione per i costumi, davvero belli e che restituiscono un'immagine d'insieme vivace e accattivante. E soprattutto c'è un'attenzione ai meccanismi narrativi che rende la visione perfettamente comprensibile a chiunque, dal bambino di 10 anni alla nonnina rimbambita (che sarà prontamente aiutata dai flashback di supporto per chi ha poca memoria). XD
Quel simpaticone di Ah Mo Gae
(un uomo con tantissime idee ma un solo tono di voce)
C'è molta coerenza e si vede la volontà di raccontare una storia dall'inizio alla fine, dando così un'idea di completezza che spesso manca in serie occidentali in cui si tende a lasciare sempre qualcosa di aperto perchè "non si sa mai". Anche da un punto di vista emotivo, i creatori della serie sanno quali corde toccare per commuovere (le disavventure di una famiglia divisa dalle ingiustizie sociali) e divertire (personaggi di contorno simpatici, risse chiassose e travestimenti), senza però sbattere le disgrazie in faccia per far piangere a tutti i costi. Insomma, pur non ricorrendo a chissà quali virtuosismi, riescono ad arrivare dove vogliono con precisione ed efficacia.

Altro nota di merito va sicuramente alla colonna sonora, che fomenta parecchio nelle
Non fate arrabbiare Gil Dong o vi prende a guanciate,
la sua arma più potente!
scene giuste e ha quasi un suo ruolo a livello di trama, dato che alcune canzoni sono state presentate come canzoni popolari (non so se lo siano realmente). Gli attori mi sono parsi bravi (così come anche in W), anche se non conoscendo il coreano e avendo visto molto poco, non mi posso sbilanciare. Sicuramente piangono bene ò_ò A proposito di pianti, state tranquilli perchè vi è un perfetto equilibrio tra disgrazie e gioie. Al 90% ne uscirete soddisfatti!
Se, come me, non avete mai visto altri k-drama, vi consiglierei di provare questo se vi piacciono quegli shonen avventurosi con bei messaggi di fondo, perchè certi colori e personaggi sembrano molto "fumettosi". Forse un po' alla Kenshin...?
L'unico ostacolo può essere che certi episodi sono un po' lenti e statici, soprattutto per chi non è abituato ad alcun tipo di produzione asiatica, ma niente di insuperabile.

Non credo andrò a sfondarmi di K-Drama perchè a prescindere dalla provenienza, con i telefilm ci vado col contagocce, ma cercherò di avere meno pregiudizi in futuro u_u
Ci sono ancora alcune cosine, come i monologhi interiori da anime/manga o proprio il suono della lingua coreana che mi turbano, ma con il tempo ci si abitua a tutto, come si suol dire. XD

8 commenti:

  1. Io ho sempre in mente il proposito di avventurarmi prima o poi nel mondo del k-drama; ho persino scaricato un'app (Viki) con, in linea teorica, serie da tutto il mondo, ma che di fatto è costituita per lo meno per il 90% da serie coreane.
    Al momento ho recuperato solo il live action di Itazura Na Kiss su Netflix (essendo made in Japan, però, non vale); vedremo se in futuro proverò anche il coreano!
    Baci

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    1. Viki è la risorsa principale per i drama a quanto pare XD
      A me l'esperienza non è dispiaciuta, ma tra il fatto che non sono una divoratrice di serie tv e che il coreano come lingua non mi faccia impazzire... direi che non mi immergerò troppo in questo mondo e mi lascerò consigliare giusto qualcosa da chi se ne intende di più XD
      A presto! *3*

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  2. Io ogni tanto mi avventuro nel mondo dei drama, come forse ti ho già detto. Personalmente iniziai in un periodo di forte noia da serie Tv occidentali ( non che anche io ne segua a bizzeffe, ma è da un saaaaacco di tempo che non ne trovo una che davvero mi appassioni), quindi avevo voglia di cambiare un po'.
    Per ora ho seguito solo drama giapponesi, coreani e cinesi e posso dire che sono davvero diversissimi da come noi intendiamo le serie tv. In generale sono più caricaturali, piene di personaggi macchiettistici, molto colorate e, ovviamente, profonodamente diverse dalla mentalità nostrana. Ci si abitua in fretta però, posso anche capire chi col tempo ne ha fatto una sua droga XD
    Poi non so, ma strabordano di attori bellissimi che è proprio un piacere guardarli a prescindere ahahahah!
    Poi vabbeh, io ne ho viste pochine e la maggior parte sono tutte storiche, giacchè è la storia di questi paesi a interessarmi maggiormente (e poi mi fanno impazzire i costumi, diomio *_*).
    Di solito quando scelgo qualcosa da vedere comunque, cerco commenti vari in vari forum, in modo da selezionare attentamente cose interessanti e/o un minimo fatte bene da vedere perchè non avrei proprio il tempo di seguire ciofeche XD Per cui non posso dire di aver avuto grosse delusioni, alcune serie personalmente le consiglierei pure!!
    I coreani sono forse quelli che ho visto meno, comunque ai tempi mi erano piaciute cose come Secret Love Affair e Solomon's Perjury.
    Un giorno o l'altro si potrebbe provare a guardare qualcosa assieme, come le care vecchie serie tv **

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    1. Ricordavo che segui diversi drama asiatici :)
      Chiederò alle mie spacciatrici se conoscono i kdrama che hai nominato XD anche io prediligo le serie ad ambientazione storica anche se si rischia di imbattersi in mallopponi interminabili!
      Concordo sui costumi, hanno colori molto belli. Poi mi è anche parso di capire che tendano a dare un'immagine più "pulita" del passato rispetto alle serie storiche occidentali che sono tutte una lordura e un continuo accoppiarsi come ricci e versare litri di sangue xD
      Rebel penso potrebbe piacerti ;)

      Con piacere! ^w^

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  3. Oh, allora ti sei avventurata anche tu in questo mondo, io non riesco ad uscirci più XD Rebel c'è l'ho in lista ma con il fatto dei 30 episodi non l'ho mai iniziato, cercavo giusto un parere soprattutto perché amo le serie storiche. (e se ne vuoi testare un'altra ti consiglio Moon Lover: Scarlett Heart Ryeo)
    W l'ho adorato, anche se gli ultimi episodi, forse la decimo in poi per me, sono stati un po' "meh..." e non hanno giovato molto al finale del drama, come supponi tu, sicuramente gli autori si sono incartanti per dare un senso logico tra i due mondi, una coerenza agli ultimi avvenimenti che, nonostante l'intenzione fosse tenere lo spettatore con il fiato sospeso io ho solo pensato "che casino". La storiella d'amore mi è piaciuta un sacco, ma cosa vuoi aspettarti da una che scrive di shoujo manga? Poi ho una cotta per Lee Jong Suk anche se quoto con te sui completi discutibili che gli hanno messo addosso: è puro fanservice per le donne coreane quindi mi sono chiesta che gusti abbiano.

    Preferisco molto di più le serie coreane rispetto a quelle giapponesi, poi sono un buono stacco da quelle occidentali che nell'ultimo periodo ho ridotto. Stavo pensando da un po' di mesi di aprire proprio una rubrica sul blog sui drama coreani >.<

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    1. Noto che crea una certa dipendenza, a giudicare dalle mie amicizie e da mia sorella che ne finoscono uno dietro l'altro XD
      Secondo me in W hanno anticipato troppo lo scontro tra il personaggio e l'autore, dando l'impressione che il meglio fosse già passato XD
      Sì la storia d'amore tutto sommato è carina, anche se confesso di aver sofferto negli episodi solo romantici X'D ma è tutta questione di gusti, non perchè sia fatto male :)
      Io ho ancora gli incubi su quel completo a scacchi con le caviglie di fuori x_x signore coreane, perchè?!

      Di giapponesi credo di non averne vista per intero neanche una XD I coreani mi sembrano un po' più sciolti nella recitazione, o almeno così mi hanno detto alcune appassionate di k-drama. Anche io non ho molto interesse per le serie occidentali ultimamente... non ne ho mai seguite tantissime in generale, ma alcune di quelle che all'inizio mi piacevano poi sono andate peggiorando e ci sono rimasta malissimo :(

      Grazie per il consiglio di Moon Lover ^^ Darò un'occhiata appena posso!

      La tua rubrica la leggerei volentieri, anzi penso che potrebbe interessare alle mie amiche k-dramofile (?) XD

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    2. Allora appena ho tempo faccio partire la rubrica XD appena finisce la sessione d'esami forse...
      Comunque è vero sulla recitazione giapponesi vs coreani, pure io ho notato che quella giapponese è più rigida, ma anche le atmosfere sono più cupe, lente e malinconiche, quelle coreane sono appunto più sciolte e si avvicinano forse leggermente ai gusti accidentali XD

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    3. In bocca al lupo per la sessione! ;)
      Sì, la fotografia giapponese (almeno da quel poco che ho visto) è spesso grigina e smunta XD

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